Clima, lunedì a Lima ricominciano i negoziati internazionali: “la Terra è a rischio”

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Peru Climate TalksDa lunedì gli incontri sui cambiamenti climatici riprenderanno a Lima, nella capitale del Perù, con un nuovo slancio di ottimismo grazie agli ultimi obiettivi fissati da Cina e USA, i Paesi più inquinanti del mondo. A Lima arriveranno rappresentanti di oltre 190 Paesi e rimarranno 15 giorni a lavorare a una serie di progetti per trovare un nuovo accordo globale sul clima che dovrà essere adottato nel 2015 a Parigi. Sarà un test cruciale per i negoziati dell’ONU, che negli ultimi due decenni sono già riusciti a ridurre le emissioni di gas serra, considerate responsabili del riscaldamento globale.

Barack Obama, Xi JinpingLe promesse del presidente cinese Xi Jinping e del presidente degli USA Barack Obama all’inizio di questo mese per limitare le loro emissioni dopo il 2020 hanno dato un forte segnale sulla possibilità di raggiungere presto un accordo globale. I due paesi, che producono circa il 40% di tutte le emissioni globali, a lungo sono stati avversari nei negoziati sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite ma adesso si ritrovano più vicini.
Il cambiamento climatico non sarà risolto solo dagli Stati Uniti e Cina. Ma certamente non sarà risolto senza di loro” ha dichiarato all’Associated Press la responsabile dell’ONU per il clima Christiana Figueres.
All’inizio di quest’anno, l’Unione europea ha annunciato un obiettivo importante per la riduzione delle emissioni entro il 2030: dopo Cina e USA, anche il terzo più grande inquinante mondiale ha preso un impegno importante. La speranza adesso è che anche gli altri grandi Paesi inquinatori, cioè India, Giappone, Russia e Australia, fissino i loro obiettivi.

Peru Climate Talks

I colloqui di Lima inizieranno appena un mese dopo la valutazione scientifica dal gruppo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che ha avvertito come l’aumento delle temperature globali potrebbe avere un impatto irreversibile sulle persone e sugli ecosistemi a causa del sempre più rapido scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari, le ondate di calore sempre più calde e gli oceani sempre più acidi.

Il gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici ha affermato che al 95% la colpa del riscaldamento globale è degli esseri umani, principalmente per la combustione di petrolio, carbone e gas.
I delegati si incontreranno proprio nel Perù, un Paese particolarmente minacciato dall’impatto del cambiamento climatico. “E’ colpito da tutte le angolazioni“, ha detto Walter Vergara, un climatologo esperto per l’America Latina. “Molti ecosistemi stanno per essere distrutti, il Perù sulle Ande ha il 70% dei ghiacciai tropicali del mondo, che si stanno sciogliendo a un ritmo accelerato, mettendo in crisi 300.000 persone“.
Questi ghiacciai hanno perso più di un quinto della loro massa in soli tre decenni, e il 70% dei 30 milioni di persone del Perù che abitano nella zona costiera desertica del Paese è a rischio a causa del deflusso glaciale per l’energia idroelettrica che serve ad alimentare intere città e irrigare le colture: la loro elettricità e sicurezza alimentare potrebbe anche essere in pericolo. Inoltre le temperature sempre più elevate sono uccidendo specie animali e vegetali nelle foreste pluviali e gli scienziati prevedono che anche la pesca nel Pacifico sarà sempre più asfittica.

Peru Climate TalksL’obiettivo generale dei colloqui delle Nazioni Unite è quello di mantenere l’aumento della temperatura globale media al di sotto di 2°C rispetto ai tempi pre-industriali. Ciò richiederebbe un cambiamento enorme della produzione di energia attraverso le nuove fonti rinnovabili e, forse, la cattura di CO2 nell’aria e lo stoccaggio nel sottosuolo.
Il Programma Ambiente delle Nazioni Unite all’inizio di questo mese ha avvertito che c’è un crescente divario tra ciò che i Paesi promettono di fare per l’inquinamento di carbonio e ciò che gli scienziati dicono deve essere fatto per rispondere a tale obiettivo.
E i dati di temperatura globali mostrano come il 2014 si preannuncia come uno dei più caldi –  se non il più caldo di sempre – anno record. “Stiamo ancora andando nella direzione sbagliata” ha affermato Andrew Steer, il capo del World Resources Institute, un gruppo ambientalista con sede a Washington.