Il consumo di tre o quattro tazzine di caffe’ al giorno, comparato con quello nullo o inferiore a due tazze al giorno, puo’ essere associato a una riduzione approssimativa del 25 per cento dello sviluppo del diabete di tipo 2. E’ quanto emerso da uno studio dell’Institute for Scientific information on Coffee, presentato in occasione della Giornata mondiale del diabete. Sono piu’ di 380 milioni le persone affette da diabete nel mondo, con un costo economico e sociale di oltre 548 miliardi di dollari: una delle patologie piu’ diffuse al giorno d’oggi e destinata ad aumentare in futuro. La nuova ricerca ha evidenziato un’associazione inversa e favorevole, per la quale l’incremento del 7-8 per cento dell’effetto protettivo per tazza addizionale di caffe’ vale entro il limite delle tre o quattro tazze. Secondo i ricercatori e’ improbabile che sia la caffeina la sostanza responsabile di questo scudo preventivo. Una recente meta-analisi ha suggerito che anche quando si consuma la qualita’ decaffeinata si verifica lo stesso una riduzione del rischio di diabete di tipo 2. Per gli studiosi, quindi, potrebbe essere la qualita’ del caffe’ e come viene consumato a essere responsabile dell’associazione favorevole con la malattia metabolica: il caffe’ filtrato ha un effetto maggiore protettivo a quello fatto bollire e, infine, quello decaffeinato maggiore di quello normale.
Diabete: -25% di rischio con 3-4 tazzine di caffè al giorno


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