Diabete: oltre 3 mln i malati in Italia, saranno 5 mln nel 2030

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DIABETE COPERTINA - CopiaOltre 3 milioni gli italiani diabetici, con alta probabilita’ di arrivare a 5 milioni nel 2030. Secondo i dati Istat 2013, in Italia il diabete interessa il 5,4% della popolazione, lo stesso OMS parla di vera e propria “epidemia” del diabete. Il diabete di tipo 2 rappresenta il 90% dei casi: la prevalenza aumenta con l’eta’ fino a raggiungere il 20,4% nelle persone con eta’ uguale o superiore ai 75 anni. Per quanto riguarda la distribuzione geografica in Italia, la prevalenza e’ piu’ alta nel Sud e nelle Isole, con un valore del 6,6%, seguita dal Centro con il 5,3% e dal Nord con il 4,6%. Di diabete e dello stato di implementazione del Piano nazionale sulla malattia diabetica si discute oggi a Roma durante il Workshop “Il Piano Nazionale sulla malattia diabetica: una best practice al banco di prova dell’implementazione regionale”, promosso da AboutPharma, con il patrocinio del Ministero della Salute e organizzato con il contributo di AstraZeneca. L’evento, che si pone a chiusura di una serie di incontri regionali dal titolo “Il Piano Nazionale sulla Malattia diabetica al banco di prova dell’attuazione regionale: una valutazione di sistema”, vuole illustrare le principali vie proposte dal Piano per affrontare le problematiche relative alla patologia e avviare un confronto tra il livello nazionale e i livelli regionali, analizzando le azioni intraprese e l’impegno assunto da 4 Regioni chiave (Puglia, Sicilia, Lombardia e Liguria) per l’implementazione del PND e la gestione della patologia. L’obiettivo e’ quello di definire un’agenda operativa di lotta al diabete che si basi su 3 punti fondamentali, quali: istituzione di PDTA sul diabete, riallocazione delle risorse e concreta partecipazione delle persone con diabete nella lotta alla patologia. “Il Piano Nazionale sulla malattia diabetica e’ il documento piu’ importante in materia di assistenza alla persona con diabete dai tempi della legge 115 del 1987 ed e’ l’unico Piano dedicato a una specifica patologia cronica non trasmissibile e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ponendosi cosi’ come pietra miliare nella storia dell’assistenza alla cronicita’ in Italia – spiega Paola Pisanti dirigente del Ministero della Salute, Presidente della Commissione Nazionale Diabete – per un’efficace ed efficiente attuazione degli obiettivi proposti nel PND e’ fondamentale che le Regioni continuino ad impegnarsi, oltre che nel recepimento, anche nell’effettiva implementazione dello stesso al fine di garantire i piu’ opportuni assetti locali nella gestione del diabete”. “L’Italia ha una formidabile rete di assistenza specialistica diabetologica, invidiataci in tutto il mondo anche per i risultati che ha conseguito. Ci sono evidenze forti di cost-effectiveness di questa rete” – dichiara Enzo Bonora, Presidente della Societa’ Italiana di Diabetologia. “La rete costa l’1% del totale della spesa attribuibile al diabete” – continua Bonora – “una rete che il PND ha considerato come irrinunciabile e che va solo ottimizzata a costo zero, eliminando piccoli ambulatori isolati i cui professionisti che vanno collocati in centri dotati di tutte le risorse necessarie. Una rete di secondo e terzo livello che va integrata con la rete di primo livello (i MMG) anche grazie all’uso massiccio dell’informatica”.