Ebola: quinto caso in Mali, massima allerta

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-Massima allerta in Mali, dopo la conferma del quinto caso di ebola nel Paese africano. Il presidente, Ibrahim Boubacar Keita, ha visitato il centro per il trattamento della malattia aperto da Medici senza frontiere (Msf). “Sono state adottate tutte le misure, stiamo facendo il possibile per accrescere il nostro impegno e sono fiducioso che cancelleremo l’ebola dal Mali”, ha assicurato il presidente. Tre persone con i sintomi della malattia, tra cui un’infermiera, sono morte all’ospedale Pasteur, uno dei piu’ affollati della capitale, senza che fosse immediatamente diagnosticata l’ebola. Solo dopo la segnalazione delle autorita’ della Guinea sul fatto che uno dei pazienti fosse un imam proveniente dal Paese confinante colpito dall’epidemia, e’ stato inviato un team di risposta rapida e sono state adottate le misure per evitare il contagio. Tutti i pazienti e il personale della clinica sono stati posti in quarantena e lo staff medico e i volontari stanno individuando le oltre 500 persone che sarebbero entrate in contatto con l’imam, dal suo arrivo a Bamako, alla fine di ottobre. Il presidente del Mali ha messo in guardia la popolazione: “Sappiamo che l’ebola esiste e sappiamo anche che e’ una malattia estremamente mortale”, ha sottolineato Keita, “e’ trasmessa principalmente attraverso i fluidi corporei, come il sangue, il sudore e il vomito, ma sappiamo anche come evitare la trasmissione e la cosa piu’ importante da fare e’ lavarsi le mani, io lo faccio diverse volte al giorno, anche se indosso i guanti di gomma”, ha avvertito il presidente. Intanto, vi e’ preoccupazione anche in Ghana: il Parlamento di Accra ha espresso il timore che le forze di sicurezza alle frontiere siano esposte al contagio nell’eventualita’ che arrivino persone affette dalla malattia. “In tutti i siti visitati, lo scarso livello di preparazione e disponibilita’ della logistica mette a serio rischio il personale”, ha denunciato il presidente della Commissione parlamentare Difesa e Interno, Fritz Baffour, lamentando la mancanza di equipaggiamento, di termometri a raggi infrarossi e di disinfettanti.