Uno studio sulla famiglia di virus Filoviridae, tra cui primeggiano Ebola e Marburg, ha individuato come questi microrganismi modificano il loro materiale genetico quando invadono gli ospiti. La scoperta del gruppo di ricerca, composto da scienziati americani del Mount Sinai Hospital (NY), del Galveston National Laboratory (Texas) e del J. Craig Venter Institute (Rockville), è stato pubblicato sulla rivista online ‘mBio’ dell’American Society for Microbiology’. Secondo il lavoro questo tipo di comportamento ‘camaleontico’ del virus Ebola, la cui epidemia in Africa ha messo in allarme la comunità internazionale, può portare a una migliore comprensione di alcuni aspetti ancora nascosti aprendo la strada a trattamenti innovativi. “Sappiamo che ci sono questi cambiamenti, ma ancora non sappiamo cosa significano nella biologia del virus – spiegano i ricercatori – Abbiamo bisogno quindi di una descrizione completa di come cresce, così saremo in grado di sviluppare nuove strategie per trattamenti più efficaci”.
Ebola: il virus “cambia pelle” quando invade l’ospite


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