Una nuova ricerca potrebbe spiegare perché l’Universo non è collassato subito dopo il Big Bang. Una serie di studi suggerisce infatti che che la produzione delle particelle di Higgs durante l’inflazione cosmica (il periodo di rapida espansione esponenziale avvenuto immediatamente dopo il Big Bang, che diede forma e volume allo spazio) avrebbe dovuto portare a instabilità e al collasso.
Secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra e delle università di Copenaghen ed Helsinki, vi è una “semplice” spiegazione: gli studiosi illustrano nel loro studio come la curvatura tempo-spazio, la gravità, ha fornito la stabilità necessaria per permettere all’universo di sopravvivere all’espansione in quella fase iniziale. Il team ha considerato l’interazione tra il campo di Higgs e la gravità e come quest’ultima varia in funzione dell’energia. “Il modello standard della fisica fondamentale, che gli scienziati utilizzano per descrivere le particelle elementari e le loro interazioni, non ha finora fornito una spiegazione al perché l’Universo non è collassato subito dopo il Big Bang,” ha dichiarato Arttu Rajantie del Dipartimento di Fisica dell’Imperial College London. “La nostra ricerca studia l’ultimo parametro sconosciuto del modello standard – l’interazione tra la particella di Higgs e la gravità. Questo parametro non può essere misurato dagli esperimenti di acceleratori di particelle, ma ha un enorme effetto sull’instabilità di Higgs proprio durante l’inflazione. Persino un valore relativamente piccolo può spiegare la sopravvivenza del nostro Universo senza introdurre necessariamente una nuova fisica.”
“Il nostro obiettivo è di misurare l’interazione tra la gravità ed il campo di Higgs utilizzando dati cosmologici,” continua Rajantie. “Se saremo in grado di farlo, avremo ottenuto l’ultimo parametro sconosciuto del modello standard della fisica e saremo più vicini a rispondere alle domande fondamentali su come siamo arrivati fin qui.”


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