Furiosa ondata di maltempo sul Marocco, l’aria fredda polare marittima scivola sul Sahara per ripresentarsi sul Mediterraneo sotto caldi venti di scirocco

MeteoWeb

Rtavn302Come previsto, nella giornata di ieri, l’affondo sull’Atlantico portoghese del profondo ciclone extratropicale nord atlantico, con un minimo barico al suolo molto profondo, sceso sotto i 975 hpa, ha causato una severa fase di maltempo che ha interessato più direttamente il Portogallo, la Spagna meridionale e il Marocco. L’avvento dell’intenso sistema frontale, a prevalente carattere freddo, associato alla profonda depressione atlantica, che nel pomeriggio di ieri ha posizionato il proprio minimo davanti le coste del Portogallo meridionale, ha prodotto forti piogge, rovesci, temporali e venti di burrasca, con annesse intense mareggiate sulle coste esposte. Difatti, nel corso della giornata di ieri, visto il perdurare del pattern di blocco in sede europea, la profonda depressione extratropicale, supportata da aria fredda polare marittima in discesa dalle coste meridionali della Groenlandia, ha iniziato a subire uno “Stretching”, ad opera di una intensificazione del promontorio anticiclonico delle Azzorre, stazionario in pieno Atlantico. Questa fase di “Stretching” ha costretto la profonda depressione atlantica ad allungarsi lungo i meridiani per scivolare verso latitudini più meridionali, avvicinandosi sempre più alle coste della Galizia e del Portogallo, con un profondo minimo barico al suolo che raggiungerà i 975 hpa.

eur_fullQuesta profonda circolazione depressionaria, costantemente alimentata lungo il suo bordo più occidentale dalla discesa di vari impulsi di aria fredda polare marittima che scivoleranno sul lato orientale del promontorio azzorriano, nel corso della mattinata di ieri si è collocata nel tratto di oceano poco ad est delle Azzorre, favorendo un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra Portogallo, Spagna e Marocco. Ancor prima di dipanare un fitto “gradiente barico orizzontale” verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, la profonda depressione extratropicale, alimentata dall’aria polare marittima, ha determinato una intensa ondata di maltempo fra il Portogallo, la Spagna e le coste marocchine, spazzate da venti burrascosi e da intensi rovesci di pioggia e temporali, in continua rigenerazione nell’aria fredda.

15Durante il pomeriggio, il profondo vortice oceanico, spostandosi ad ovest del Portogallo, con un minimo al di sotto dei 980 hpa è stato rinvigorito, lungo il suo bordo più occidentale, dal passaggio di un considerevole “Jet Streak” in quota (venti oltre i 200-220 km/h sopra gli 8500 metri) presente sopra il medio-alto Atlantico portoghese. Questo fortissimo “getto” in alta quota, associato a questo “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”), ha impresso ulteriore vorticità positiva, favorendo a sua volta un ulteriore infittimento delle isobare e il conseguente rafforzamento del “gradiente barico orizzontale” fra l’Atlantico portoghese e il tratto antistante le coste del Marocco. Proprio a partire dal pomeriggio di domani il maltempo picchierà duro non solo sulle coste portoghese e sulla Spagna occidentale, ma soprattutto sulle coste del Marocco e le isole Canarie, interessate dal passaggio del ramo più meridionale (quello più attivo) dell’intenso sistema frontale associato alla depressione atlantica.

PPVE89Il passaggio del ramo meridionale di questo sistema frontale ha originato dei rovesci di pioggia e dei temporali, anche intensi e persistenti, che sono stati accompagnati da venti di burrasca, anche molto intensi, da O-NO e NO, che hanno raggiunto punte di oltre 70-80 km/h lungo le coste centro-meridionali del Marocco. Le piogge più intense hanno interessato le regioni di Guelmim, Agadir e Marrakech, dove diversi “uadi” dopo essersi ingrossati sarebbero esondati, a seguito del passaggio di forti rovesci di pioggia e temporali, in sfondamento dall’Atlantico. Questo ampio ciclone extratropicale, approfondendosi ulteriormente, ha convogliato dalla sua base meridionale un impetuoso flusso di umide e fredde correnti occidentali, che dalle alte latitudini atlantiche si sono dirette, molto velocemente, verso Madera, le Canarie e le coste marocchine, attraverso l’attivazione di forti venti, da O-NO e NO, tenuti in vita dal forte “gradiente barico orizzontale” associato al profondo e ampio ciclone extratropicale. A seguito del passaggio del fronte freddo, ancora esistente sul bordo più meridionale della circolazione ciclonica, i forti venti di burrasca, da O-NO e NO, corrispondenti al primo nucleo di aria fredda polare marittima, hanno iniziato a sferzare l’intero arcipelago delle Canarie e le coste marocchine, trasportando masse d’aria decisamente più fredde e molto umide, e per questo fortemente instabili.

xandraL’afflusso dell’aria fredda polare marittima fino alle Canarie e le coste del Marocco non ha fatto altro che scalzare verso l’alto l’aria più calda in circolazione lungo il settore pre-frontale, a ridosso delle coste marocchine. Il rapido ingresso delle più fredde masse d’aria polari marittime lungo il settore pre-frontale ha generato una intensa convenzione nel tratto di oceano antistante le coste portoghesi e quelle del Marocco, agevolando lo sviluppo di diversi “Cellule temporalesche” in aria fredda, nel tratto di oceano antistante le coste del Marocco e lo Stretto di Gibilterra. Alcune di queste “Cellule temporalesche”, innescate dall’avanzata dell’aria più fredda a tutte le quote, pur muovendosi molto rapidamente in seno alle fortissime correnti occidentali in azione nella media e alta troposfera, hanno investito le Canarie, per poi proseguire alla volta delle coste atlantiche marocchine, sotto il soffio degli impetuosi venti da O-NO e NO.

13La discesa dell’aria fredda polare marittima, fino alle coste del Marocco centrale, è stata evidenziata da tipica nuvolosità puntiforme, identificabile in nubi di tipo cumuliformi, come congesti e cumulonembi, originata proprio dal consistente “gradiente termico verticale” presente in seno alla massa d’aria polare, che mantiene le proprie caratteristiche gelide nella media e alta troposfera. Mentre negli strati più bassi la stessa tende a riscaldarsi, a seguito del passaggio obbligatorio sopra la più tiepida superficie dell’oceano Atlantico. Queste nubi cumuliformi, seppur localizzate, ma ben sviluppate in altezza, dato il forte “gradiente termico verticale” che caratterizza l’aria polare marittima, stanno dando la stura a rovesci, e persino brevi temporali grandinigeni che stanno interessando le Canarie e le limitrofe coste del Marocco centro-meridionale. Nel frattempo i forti venti di burrasca, prevalentemente da O-NO e NO, che hanno spazzato l’intero Atlantico portoghese, hanno contribuito a sollevare imponenti onde di “mare vivo”, alte fino a più di 4.0-5.0 metri, ma con “Run-Up” di ben 6.0-7.0 metri ad ovest delle coste dell’Algarve e del Marocco, che hanno reso la navigazione marittima proibitiva, anche per le navi di medie dimensioni.

Rtavn308Ma quello che ha più impressionato è stata la presenza di un “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) esteso per migliaia di chilometri, che dall’Atlantico settentrionale si allungava fino alle coste del Marocco meridionale e alle Canarie. Un “Fetch” così vasto non poteva non generare grandi ondate, che dall’Atlantico settentrionale si sono spinte verso le Canarie e le coste atlantiche marocchine, dove si sono verificate pesanti mareggiate, per l’irrompere da NO di onde di oltre i 4.0-5.0 metri che si sono rotte con grande impeto lungo i rispettivi litorali marocchini. Le ondate più alte, con “Run-Up” fino a 5.0-6.0 metri, hanno colpito soprattutto il tratto di costa compreso fra Capo Tarfava e Agadir, dove il poderoso moto ondoso ha accelerato anche il fenomeno dell’erosione. Ma consistenti mareggiate hanno investito pure le coste più settentrionali delle Canarie, ed in modo particolare le coste settentrionali di La Palma, Tenerife, Santa Cruz e Lanzarote. Parte dell’aria fredda e più umida, di origine atlantica, pompata dall’ampio vortice depressionario, dopo aver scavalcato la catena dell’Atlante si è propagata verso i deserti della regione del Maghreb, con intensi venti da Ovest e O-SO che dal Marocco orientale si sono spinti fino al cuore dell’entroterra desertico algerino e all’area dei grandi “Erg” (dune di sabbia), determinando su questi delle tempeste di polvere e di sabbia, note con il termine di “Haboob”, che si sono estese su buona parte del Sahara algerino.

SaharanDustStorm_iss_2014251In alcune località del Sahara algerino occidentale, come a Tindouf, il vento medio sostenuto, da O-SO e Ovest, ha superato i 68 km/h, ma con raffiche fino a 80 km/h. Ad Adrar il vento, ruotato da Sud, ha superato i 60 km/h, mentre picchi di velocità media sostenuta fino a 62 km/h sono stati raggiunti a Ouargla. Una volta insinuata in pieno deserto, sotto forma di intensi venti da SO e O-SO che hanno toccato punte di 60-70 km/h, l’aria fredda e umida oceanica, in sfondamento da Ovest, O-SO e SO, ha interagito con le masse d’aria più calde e molto secche preesistenti nei bassi strati sopra il Sahara algerino, determinando più ad est il conseguente richiamo di sostenute correnti dai quadranti meridionali, con il trasporto di aria più calda, di origine sub-tropicale continentale, che dai deserti dell’Algeria meridionale e dalla regione del Fezzan (Libia meridionale) si muove (tuttora) verso le regioni centro-meridionali italiane e le Isole Maggiori, originando dei bruschi aumenti termici (anomali per la stagione) nelle suddette aree per l’avvettare di aria sub-tropicale continentale fino al cuore del “mare Nostrum”. Basti pensare che sulla Sicilia tirrenica si rischiano punte di oltre +28°C +29°C.