Geologia, Vesuvio: dal 2011 strumenti più sensibili

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vesuvio napoliLa geologa Ida Aquino, Responsabile dei Servizi Operativi della rete “tiltmetrica” dell’Osservatorio Vesuviano, spiega ad Askanews come si sta realizzando il potenziamento di questo sistema di controllo nelle aree di competenza. “Fino a tre anni fa i rilevamenti dei segnali “tiltmetrici” venivano effettuati con sensori di superficie. Sul Vesuvio ci sono due stazioni con sensori di superficie in funzione dagli anni ’90, una situata nel bunker della sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, in prossimita’ dell’edificio borbonico (OVO), e un’altra nel giardino del vecchio acquedotto vesuviano a Torre del Greco (CMD). C’era una terza stazione di superficie funzionante, in prossimita’ di una struttura della forestale di Trecase che e’ andata in disuso. E’ li’ che nel 2011 abbiamo installato il primo sensore a profondita’ 26 metri nel sito denominato TRC. Dal quel momento e’ cominciata la nostra avventura con questa tipologia di strumentazione di sensori molto piu’ sensibili e installati in fori profondi”. L’operazione con il team al completo, sul Colle Margherita, per l’installazione del secondo sensore di profondita’ che monitora il vulcano, segue un sentiero che porta dal rifugio Imbo’ a un altro luogo individuato per l’installazione di un terzo sensore (sito CMT). Un quarto sara’ installato nel giardino del vecchio acquedotto vesuviano cosi’ da poterlo agganciare a quello esistente che e’ in superficie e un quinto (CCR) in prossimita’ della vecchia Stazione Funicolare del Vesuvio in localita’ Crocelle. “Dalla predisposizione del foro in cui si alloggera’ il sensore all’installazione passano un paio di mesi”, conclude Aquino. Si tratta di installazioni importanti, dunque, necessarie per consentire di intercettare anche i piu’ piccoli cambiamenti al netto della normale escursione termica che la superficie registra quotidianamente.