Il melanoma: adesso si può sconfiggere con la prevenzione, le terapie e i nuovi farmaci

MELANOMAIl melanoma, con 12 mila nuove diagnosi all’anno in Italia, è la forma più aggressiva di tumore della pelle ed è in costante aumento. In generale, il melanoma ha la stessa frequenza negli uomini e nelle donne, può svilupparsi a qualsiasi età ma è estremamente raro nei bambini. Il rischio di contrarlo è maggiore negli individui con pelle chiara e occhi chiari (celesti o verdi), con tendenza a formare lentiggini e con numerosi nei, specialmente in presenza di nei atipici (in base alla regola dell’A-B-C-D-E).

Ulteriori fattori di rischio sono rappresentati dall’esposizione solare intensa ed intermittente soprattutto nelle ore centrali della giornata, dall’abbronzatura artificiale (lettini e lampade solari) e soprattutto dalle scottature solari, specialmente durante l’infanzia e l’adolescenza. Inoltre, una storia personale e/o familiare di melanoma aumenta considerevolmente il rischio di sviluppare questo tumore. Come si manifesta? Con colori scuri, marroni o rosso/rosa; margini irregolari ed in alcuni casi dentellati, aspetto liscio, leggermente squamoso, oppure ruvido, irregolare e rugoso; con un diametro spesso superiore ai 5 mm e a volte superiore ai 10 mm. Può colpire tutte le zone dell’organismo, ma compare soprattutto sulla schiena e sulle zone esposte al sole, pur potendosi presentare nella parte alta del corpo, sul cuoio capelluto, sul seno e sulle natiche. Fondamentale è la prevenzione e la sorveglianza, imparando a conoscere i campanelli d’allarme in modo da intervenire precocemente. Sebbene la chirurgia rappresenti la prima opzione per il trattamento del melanoma in fase iniziale, è la meno utilizzata nella fase avanzata. Tra le possibili modalità di trattamento del melanoma metastatico: la chemioterapia, l’immunoterapia, la radioterapia .

Tra i trattamenti locoregionali utilizzati nel melanoma: la perfusione isolata dell’arto, una procedura che permette la somministrazione del chemioterapico ad alte dosi nei melanomi confinati ad un singolo arto (es. braccio o gamba), elettrochemioterapia, in cui le membrane delle cellule malate vengono rese porose dall’azione di impulsi elettrici ad alto voltaggio, garantendo una maggiore efficacia dei medicinali; la chemiosaturazione, in cui viene limitata la somministrazione dell’agente chemioterapico ad un organo o ad una regione corporea specifica, riducendo l’esposizione sistemica a dosi elevate e la tossicità sistemica resta a livelli gestibili. Negli ultimi anni, nell’ambito dell’approccio terapeutico al paziente con melanoma metastatico, sono stati individuati farmaci in grado di riconoscere selettivamente specifici “target” espressi dalla cellula di melanoma, quali molecole che giocano un ruolo chiave nei meccanismi di controllo della reazione immunitaria o mutazioni a livello di pathways coinvolte nel processo di proliferazione o metastatizzazione.

MELANOMA 4Due di questi farmaci sono attualmente disponibili per l’impiego in Italia: Ipilimumab e Vemurafenib. In particolare, Ipilimumab, è un anticorpo monoclonale umano che si lega a CTLA-4, molecola di superficie delle cellule T helper che svolge un ruolo inibitorio nella regolazione della risposta immunitaria naturale ed il blocco di questa attività inibitoria induce una risposta immunitaria attiva contro le cellule tumorali. Ipilimumab viene utilizzato per via endovenosa con infusioni. Vemurafenib, invece è un inibitore di B-RAF che agisce in presenza della mutazione V600, presente in circa il 40-60% dei casi. E’ un farmaco che viene somministrato per os ed induce una risposta clinica rapida. Fondamentale è l’autoesame della cute, consigliato dopo il bagno o la doccia, in una stanza ben illuminata, dotata possibilmente di uno specchio a figura intera, tenendo a portata di mano anche uno specchietto. E’ necessario imparare dove sono localizzati voglie, nei e macchie congenite, il loro aspetto e la loro consistenza, dimensioni, forma, colori, presenza di ulcera che non vuole rimarginarsi. La prevenzione passa da noi stessi che, nel nostro piccolo, possiamo scrutarci attentamente dalla testa ai piedi, magari chiedendo l’aiuto di un familiare o di un amico per effettuare un controllo più accurato. Tutto deve essere analizzato meticolosamente, davanti e dietro: unghie, palmo della mano, avambraccio, braccio (ripetendo sull’altro braccio),; gambe, natiche, zona intorno ai genitali e stando seduti, anche piedi, comprese unghie, piante e spazi tra le dita; collo, volto, orecchie, cranio e capelli, scostando questi ultimi con il pettine o con il phon.