L’allarme ebola arriva in Italia: due centri di riferimento contro l’emergenza

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-Sono due, in Italia, i centri di riferimento per rispondere alle emergenze sanitarie di natura infettiva come Ebola. Si tratta dell’Istituto nazionale per le malattie infettive ‘Spallanzani’ di Roma, dove in nottata arrivera’ il primo paziente italiano risultato positivo al virus, e dell’ospedale ‘Luigi Sacco’ di Milano, che in questi ultimi mesi ha gestito diversi casi sospetti. “Lo Spallanzani – si sottolinea nello stesso ospedale – assiste i pazienti, effettua diagnostiche, ha l’unico laboratorio di massimo livello di protezione certificato e approvato dal ministero della Salute sul territorio nazionale. Quindi e’ pronto a rispondere a qualsiasi emergenza”. Insomma, “le infezioni girano, esistono le malattie tropicali cosi’ come le malattie da importazione, le puo’ portare un turista che torna da un Paese estero esattamente come le possono portare gli immigrati. Il sistema nazionale pero’ e’ allenato per rispondere alle emergenze”. Al ‘Sacco’ di Milano sono circa 50 i medici e 80 gli infermieri in formazione continua e a rotazione presso l’ospedale Sacco di Milano, su come gestire i pazienti e proteggersi dal virus. A spiegarlo e’ Giuliano Rizzardini, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale: ”essendo un centro di riferimento non possiamo farci trovare impreparati e la formazione non si ferma mai, anche con casi simulati”. Ma quali le attrezzature che ha disposizione il Sacco per trattare un eventuale caso di Ebola? ”Siamo dotati di stanze e laboratori ‘blindati’, con percorsi di entrata e uscita separati e grado di sicurezza 4, che e’ il massimo”. La base e’ tenere ovviamente isolato il paziente.