Le previsioni meteo per l’inverno: troppi ostacoli per l’aria fredda, ancora caldo sull’Italia?

Winter park at nightGiunti nel mese di Novembre sembra di rivivere un remake della stagione invernale 2013/2014, caratterizzata dal dominio incontrastato delle miti correnti perturbate oceaniche, rinvigorite sul nord Atlantico dal sensibile approfondimento e dell’abbassamento di latitudine del “lobo canadese” del vortice polare. Certo, da qui all’inizio della stagione invernale scorrerà parecchia acqua sotto i ponti. Ma da una prima analisi preliminare, sul futuro dell’inverno 2014/2015 in Europa, oltre alle tante incertezze, emergono anche delle dinamiche atmosferiche che mettono in evidenza le difficoltà che hanno le masse d’aria fredde, sia d’origine polare che artica (quest’ultima latita dal Mediterraneo da oltre un anno), a raggiungere l’Europa, ed in modo particolare l’area del Mediterraneo. Insomma, per l’inverno la strada da percorrere sarà tutta in salita. Specie ora che la circolazione zonale si è di colpo sboccata fra il Pacifico settentrionale e il nord America, dopo il passaggio di quell’impressionante ciclone extratropicale, sceso sotto i 924 hpa, che dal mare di Bering si è diretto verso le isole Aleutine, con venti davvero violenti che hanno raggiunto la forza di uragano.

plot002_f00Nel frattempo il quadro barico che nelle prossime settimane si presenterà sull’area euro-atlantica purtroppo lascia presagire che, almeno fino alla prima decade di Dicembre, l’aria gelida proveniente dalle latitudini polari difficilmente riuscirà a versarsi sul bacino centrale del Mediterraneo, dando luogo alle ondate di freddo che caratterizzano questo periodo dell’anno, con tempo instabile, frequenti nevicate fino a bassa quota, se non addirittura al piano nel caso di invasioni di masse d’aria molto gelide e pesanti, in sfondamento da NE o E-NE (con le cosiddette “retrogressioni” gelide di matrice scandinava o russa). Il tutto nonostante la presenza, ad est degli Urali, di un lago di aria gelida che entro fine mese lambirà persino il settore più orientale della Russia europea e il Kazakistan, dove i termometri potranno subire un vero e proprio tracollo nel mese di Dicembre. Nelle prossime settimane, le possibili manovre bariche “invernali” rischiano di essere inficiate dall’irrompere di poderosi “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto polare”, veri e propri fiumi d’aria che scorrono ad altissima velocità nell’alta troposfera) che si attiveranno fra il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale, a seguito dell’inasprimento del “gradiente di geopotenziale” e del “gradiente termico” tra le latitudini artiche e l’area temperata. In particolare sull’Asia orientale, cosi come sul Canada centro-orientale, nei prossimi giorni, a causa del frazionamento del vortice polare in due grandi “lobi” secondari (con elevata vorticità positiva in quota che approfondirà le depressioni fredde) posizionati fra la Siberia centro-orientale e l’Arcipelago Artico canadese, s’instaureranno delle vaste aree con valori di geopotenziali in quota estremamente bassi, in grado di produrre dei formidabili “gradienti di geopotenziale” che alimenteranno ulteriormente il ramo principale del “getto polare”, imprimendogli forza e velocità.

Si notano i potenti "Jet Streaks" che nei prossimi giorni si svilupperanno fra nord Pacifico e Atlantico settentrionale
Si notano i potenti “Jet Streaks” che nei prossimi giorni si svilupperanno fra nord Pacifico e Atlantico settentrionale

Questo forte “gradiente di geopotenziale” in quota, che si verrà ad innescare fra i territori della Siberia orientale e la Cina centrale, produrrà possenti “Jet Streaks” che dal Pacifico occidentale, con massimi di velocità di oltre i 290-300 km/h alla quota di 250 hpa, si spingeranno molto velocemente sopra i cieli del Canada e degli USA settentrionali, prima di versarsi sull’Atlantico occidentale, inibendo le spinte meridiane dell’anticiclone delle Azzorre. In sostanza, la presenza di un “getto polare” molto forte, rinvigorito da questi “gradienti di geopotenziale” attivi fra l’Asia orientale ed il nord America, con intensi “Jet Streaks” che si distribuiranno fra il Pacifico settentrionale e l’Atlantico orientale, fino alle porte dell’Europa occidentale, inibirà lo sviluppo di onde troposferiche vigorose e ben strutturate, capaci di ergersi fino alle latitudini artiche, intaccando dall’interno la figura del vortice polare troposferico, favorendo uno “split” completo di quest’ultimo. In tale contesto di elevata zonalita le masse d’aria molto gelide, d’estrazione artica, rimarranno confinate fra l’altopiano della Siberia orientale (Jacuzia), dove rimarrà attivo un invasivo “lobo siberiano” del vortice polare, e l’area canadese, dove insisterà il “lobo” canadese, che presenterà un profondo minimo di geopotenziale alla quota di 500 hpa, responsabile del netto rinvigorimento del ramo principale del “getto polare” che esce dal continente nord americano.

snowvember (39)Fin quando persisterà questa anomalia di geopotenziali estremamente bassi sull’area canadese, sull’Atlantico settentrionale il flusso perturbato principale scorrerà assumendo una marcata componente zonale, inframmezzata da temporanei rallentamenti, che penetrerà fin sull’Europa orientale, dove le umide e miti correnti oceaniche scorreranno al di sopra della masse d’aria gelide appena depositate nei bassi strati dalla recente avvezione fredda scivolata fra l’Ucraina e le Repubbliche Baltiche.

La porta delle umide e piovose perturbazioni atlantiche rimarrà spalancata per svariate settimane, tanto che l’Italia, almeno fino a Dicembre, più che a neve e freddo, dovrà prepararsi ad affrontare, purtroppo, nuovi fase perturbate, con intense precipitazioni sulle regioni settentrionali e i settori tirrenici, accompagnate da venti burrascosi e da un clima sostanzialmente mite per il periodo. Giorni perturbati che verranno inframmezzati da brevi ma significative fasi anticicloniche, in un contesto termico prevalentemente sopra le medie stagionali, ma senza troppi eccessi.