Un salto di circa 15 metri alimenta “Lu Caggione”, un profondo fossato circolare che a sua volta animava un bellissimo ruscello; servito a lungo come riserva d’acqua per coloro che, per secoli, hanno popolato la gravina di Riggio. Forse in tanti non conoscono questo scenario bucolico caratterizzato da una rigogliosa vegetazione, composta per lo più da piante officinali ed arbusti; paradiso di grande privilegio a livello naturalistico e storico con un piacevole ecosistema, immerso tra natura, storia ed arte.
Il territorio pugliese di Grottaglie, in provincia di Taranto rappresenta, con le sue gravine, l’estremità meridionale della vasta area caratterizzata dal vivere in grotta… non a caso il suo nome deriva da “Crypta aliae” ; “Altre grotte”. Tra le più importanti gravine, quasi parallele tra loro e regolarmente abitate fino al XIII secolo: Riggio, che nasce a 4 km dal centro urbano, una valle estesa 1300 metri e profonda 25; le gravine Fantiano, Fullonese, Pensieri o Casal Piccolo o S.Biagio. Tornando a Riggio, sugli spalti della gravina vi sono importanti testimonianze del vivere in grotta, riconducibili a diverse età storiche: la frequentazione in età protostorica è documentata dalla presenza di tombe a grotticella e da fori di palificazione di villaggi capannicoli; come esempi del periodo greco-romano troviamo un muro di fortificazione , alcuni graffiti e frammenti di ceramiche, mentre 2 chiese rupestre, l’eremo cenobitico, le sepolture a fossa ed un villaggio con servizi comuni attestano il popolamento in età medievale.
La gravina di Riggio è suddivisa in 3 grandi aree principali: la prima, coincidente con la parte iniziale, è costituita da un salto iniziale di circa 15 metri, con la famosa cascata che dà il meglio di sé nei periodi di forte piogge. Subito dopo il salto iniziale, a sinistra, si staglia il maestoso complesso abitativo pluripiano denominato “Casa fortezza”, con un insieme di cavità naturali collegate tra loro da un sistema di botole e scale a più livelli ricavate nel banco roccioso, servite, nel corso dei secoli, per uno scopo abitativo. Sulle pareti di destra della gravina, si notano le feritoie di una cavità adibita ad uso difensivo e di controllo del territorio, detta “sentinella “ o “vedetta”. Dopo circa 300 metri, a sinistra, vi è il grande complesso rupestre denominato “Cenobio”, con uso monastico, ricollegabile alla presenza di una comunità di monaci Basiliani; che racchiude la famosa “grotta farmacia” che, sulle sue pareti, presenta tantissimi loculi per l’esposizione e la conservazione di essenze, medicamenti e erbe officinali, coltivate e prodotte dai monaci. Pare che “la farmacia” avesse anche una funzione di piccionaia, data la diffusa pratica dell’allevamento dei colombi. All’interno di questa seconda grande area vi è poi “la terma”, con svariate incisioni sulle pareti e simboli a carattere religioso.
Infine, la terza area contiene la Chiesa-Cripta Minore dei SS. Biagio e Simeone, di dimensioni più modeste rispetto alla Cripta del Salvatore, e la grotta di Quinto Ennio, la più estesa della gravina di Riggio. La più affascinante ed importante delle gravine grottagliesi, descritta dallo storico locale Cafforio come “luogo selvatico, pittoresco e profumato dalle spontanee piante aromatiche” è uno scrigno di inestimabile valore, capace di custodire e conservare una ricca moltitudine di testimonianze storiche ed archeologiche rappresentative della storia del territorio. Se siete di passaggio in Puglia, non potete farvi sfuggire una visita alla gravina di Riggio che racchiude il Caggione, unica cascata naturale della regione.








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