“Si sentivano sicuri dopo la costruzione del muro dietro casa. Quando hanno iniziato a costruire la casa noi eravamo ragazzi e li aiutavano, era bello veder crescere la casa dei loro sogni sulle colline di Leivi”. Così, in lacrime, Enza e Ignazio Armenise, i figli delle due vittime della frana di Leivi, raccontano i loro genitori. Franca Iacino e Carlo Armenise avevano iniziato alcune cause civili con i proprietari dei terreni sovrastanti perché, spiegano i figli, “in un primo tempo sembrava volessero costruire e quindi sistemare il terreno poi però per quasi dieci anni l’incuria e’ stata totale. A quel punto i nostri genitori riuscirono a costruire il muro di difesa della casa grazie a un progetto redatto da un ingegnere di Chiavari, proprio per contenere il terreno sovrastante e quindi difendere la loro abitazione. Ora non c’è piu’ nulla, tutto è stato spazzato via”. Nessuna polemica con le istituzioni, solo la certezza che i loro genitori non si siano preoccupati più di tanto proprio perche’ certi della sicurezza della loro dimora.
Maltempo, i figli dei coniugi morti a Leivi: “era la casa dei loro sogni, si sentivano sicuri”


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