Maltempo, inondazioni al centro/nord: “evacuare anche gli animali”

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alluvione animali mortiAlcune associazioni, tra cui “animare onlus” e “libellula onlus” hanno lanciato l’allerta con un tam, tam di mail indirizzate agli organi di stampa, Istituzioni e volontari animalisti.

Evacuate gli animali dalle zone lungo i fiumi e torrenti che sono a rischio esondazione. Toscana, Lazio, Emilia Romagna e tante altre zone.
Ad ogni alluvione infatti, accanto ai danni ingenti per le popolazioni locali, c’è il dato impietoso di animali morti annegati nelle loro gabbie. Sono numeri che non fanno notizia, ma sono moltissimi gli animali rinchiusi in canili, maneggi, allevamenti che da anni, quando l’acqua invade tutto, non trovano scampo.
In caso di previsione di piene, come in queste ore, occorre intervenire in via preventiva. Siccome non è facile in poco tempo evacuare strutture anche grandi, specie in assenza di piani specifici di prevenzione veterinaria, e spesso mancano i mezzi di trasporto e ambienti dove ospitare gli animali evacuati, i volontari chiedono che la protezione civile metta a disposizione da subito mezzi e strutture anche per ospitare provvisoriamente gli animali, in attesa che passi l’allarme meteo.
Tra l’altro occorrerebbe ripensare alle politiche del territorio, considerato che proprio gli animali pagano – in termini di numero di morti- il prezzo più alto di politiche scellerate che hanno concesso di edificare canili, maneggi e stalle proprio lungo i corsi dei fiumi o addirittura negli alvei degli stessi, come dimostra la tristissima foto riferita ai cani deceduti nel canile di Rizziconi in Calabria.
E’ per evitare tragedie come quella che occorre agire presto con specifici aiuti e col coinvolgimento delle comunità locali e delle autorità preposte.
Alcuni anni fa, in occasione di una esondazione del Tevere, mi era capitato casualmente di documentare l’opera di alcune persone che si erano improvvisate soccorritori e stavano spostando a piedi alcuni cavalli destinati a morte certa. In assenza di un luogo sicuro ove accompagnarli, i volontari hanno portato i cavalli nelle zone più alte rispetto l’alveo del fiume, legandoli poi a piloni della luce e restando con loro molte ore in attesa che passasse la piena. Ma è evidente che la buona volontà di alcuni non è sufficiente.