Maltempo Lombardia: “elevata criticità” per rischio idraulico

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allerta meteo - ! Il Centro funzionale Monitoraggio rischi naturali di Regione Lombardia ha emesso l’Avviso di Criticità regionale n. 162 con conferma della ELEVATA criticità per rischio idraulico sull’area F (pianura orientale con interessamento delle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova). Un promontorio di alta pressione in progressivo consolidamento favorirà tempo stabile e assenza di fenomeni di rilievo sulla regione fino all’inizio della prossima settimana. Graduale e sensibile aumento delle temperature in montagna (zero termico fin oltre i 3000 metri) con crescente inversione termica nei bassi strati. Nella zona A (Alta Valtellina) CRITICITÀ ORDINARIA con possibili rischi di natura idrogeologica. Per la zona B (medio-bassa Valtellina) dove è confermata CRITICITÀ ORDINARIA e possibili rischi idrogeologici. Nella zona omogenea C (Nordovest, con interessamento delle province di Como, Lecco, Sondrio e Varese) MODERATA CRITICITÀ con rischio idrogeologico e idraulico che verrà revocata alle 00 del 21 novembre. Per la pianura occidentale delle province di Bergamo, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Milano, Pavia e Varese), ovvero la zona D, CRITICITÀ ORDINARIA per il rischio idraulico. La zona E dell’Oltrepò Pavese (provincia di Pavia) CRITICITÀ ORDINARIA per rischio idrogeologico. Per la pianura orientale, zona F, che coinvolge le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, ELEVATA CRITICITÀ per rischio idraulico. L’area del Garda e della Vallecamonica, identificata con la lettera G e interessante le province di Bergamo e Brescia, vede un livello di ORDINARIA CRITICITÀ per rischio idrogeologico. Per le Prealpi centrali, la zona omogenea H, che interessa i territori di Bergamo e Lecco, l’Avviso segnala ORDINARIA CRITICITÀ per rischio idrogeologico. In conseguenza dei valori eccezionali di precipitazione registrati da inizio novembre ed esauritisi nel corso del 17 novembre, dei recenti eventi di piena che hanno interessato sia il reticolo idraulico maggiore che quello minore con criticità diffuse e delle abbondanti nevicate a quote superiori ai 1800-2000 metri e al progressivo rialzo termico previsto per i prossimi giorni, che determinerà la fusione di parte di questi accumuli, fornendo nuovi contributi idrici ai bacini montani, si suggerisce ai Presidi territoriali di procedere pure con la riduzione in modo graduale delle attività di sorveglianza, ma solo dopo aver valutato con attenzione: – gli effetti di esondazione del Lago Maggiore, del Lago di Como e degli altri laghi nella parte occidentale del territorio regionale. I livelli dei laghi sono in discesa con rientro graduale entro il loro ambito naturale; – le residue criticità sul reticolo idraulico (maggiore e minore) su tutta la regione Lombardia. I livelli di tutti i corsi d’acqua sono in rapida discesa e tutti gli Enti preposti sono tenuti a vigilare e/o attivare eventuali verifiche specifiche sulle condizioni di stabilità delle opere di difesa e le infrastrutture di attraversamento idraulico più sollecitate dagli eventi di piena; – il livello del Po (il cui colmo è attualmente uscito dal territorio lombardo) in territorio mantovano, seppur in diminuzione, mantiene comunque valori di elevata criticità, che permarranno almeno per le prossime 24 ore circa. Per tutte le indicazioni specifiche, si rimanda all’Avviso localizzato Fiume Po; – il possibile attivarsi di fenomeni franosi in zone assoggettate da tale rischio, anche per il previsto rialzo termico che determinerà la fusione di parte della neve cumulata a quote medio-alte, determinando nuovi contributi idrici potenzialmente sufficienti per la riattivazione di fenomeni franosi pregressi. Particolare attenzione andrà posta, quindi, sulle situazioni già attive verificatesi a seguito delle precedenti precipitazioni. Si consiglia, in generale, di seguire le misure previste nella Pianificazione di Emergenza locale, almeno fino alla valutazione di rientro in condizioni di normalità effettuata a livello locale.