Maltempo, il ministro Lupi: “la frana di Ripoli si sta stabilizzando”

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frana stradaLa frana sull’Appennino bolognese riattivata dagli scavi della galleria Val di Sambro della Variante di Valico si sta fermando. A dirlo e’ il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, in risposta a un’interrogazione dei deputati Ivan Catalano (ex M5s) e Pino Pisicchio (ex Cd) del gruppo misto. “Con il passaggio della galleria- ricorda il ministro- si e’ verificata la riattivazione del movimento franoso” che ha coinvolto le frazioni di Ripoli e Santa Maria Maddalena, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino bolognese. Secondo Lupi, pero’, “i lavori di scavo sono in via di conclusione senza aver generato particolari criticita'”. Anzi, al momento “si ha conferma che il disturbo al versante, dovuto al passaggio del fronte di scavo, si stabilizzera’ una volta completata la galleria”: la canna nord e’ gia’ completata, per quella sud mancano 50 metri. “Ad oggi- insiste Lupi- le risultanze strumentali confermano una chiara tendenza alla stabilizzazione del versante”. Insomma, secondo il ministero il problema della frana di Ripoli e’ in via di risoluzione. Certo, la Variante di Valico, che dovrebbe aprire al traffico nell’autunno 2015, ha lasciato non pochi problemi dietro di se’. E non e’ un caso se il prezzo dell’opera e’ salito da 2,5 a 3,9 miliardi di euro (il maggior costo e’ comunque totalmente a carico di Autostrade). A Ripoli, 12 famiglie sono state sgomberate perche’ le loro case sono state danneggiate dai movimenti del terreno. “Con alcuni proprietari si sono gia’ conclusi accordi per il riconoscimento dei danni, valutati dal collegio dei periti- segnala il ministro- altri sono in corso di definizione”. Per tutti e’ stata prevista “una sistemazione provvisoria alternativa e il pagamento di tutte le spese o, a scelta, la corresponsione di un indennizzo mensile”. Ma le frane riattivate dal passaggio della Variante di Valico hanno fatto danni anche alle stesse infrastrutture. La galleria Sparvo, ad esempio, quella scavata con la fresa piu’ grande del mondo in uno dei lotti dell’opera, gia’ un anno fa ha iniziato a deformarsi. “L’evento e’ riconducibile a un fenomeno di versante e tettonico- spiega Lupi- attivatosi nel settore della galleria”. Le prove hanno messo in evidenza “un notevole stato di sollecitazione dei rivestimenti, in particolare nel settore di galleria interessato dai passaggi strutturali”. In particolare, “sono stati individuati valori tensionali superiori rispetto a quanto ipotizzabile in fase progettuale, ma comunque sufficientemente lontani dai limiti di rottura dei conci”. Per mettere al riparo la galleria, Autostrade ha scelto di inserire una specie di armatura, “un sistema di rinforzo, misto in acciaio e calcestruzzo, atto ad assorbire per intero l’attuale quadro tensionale del rivestimento esistente e l’evoluzione prevista delle sollecitazioni”. Infine c’e’ il tema del viadotto della attuale A1, il Rio Piazza, che la frana ha fatto spostare di quasi 13 centimetri. Il viadotto, precisa Lupi, “ha travi semplicemente appoggiate e consente all’impalcato, che ospita la sede stradale, di assecondare gli spostamenti senza incrementare le sollecitazioni sulle parti strutturali dello stesso”, ovvero accompagna i movimenti del terreno senza rischiare di rompersi. Nel 2013, e’ stato fatto “l’intervento di sollevamento e riposizionamento degli impalcati”, che potra’ essere ripetuto “ad ulteriore margine di sicurezza”. Autostrade ha poi realizzato un’opera di regimazione idraulica del viadotto e ha redatto un progetto di sistemazione idraulica del versante, per il quale e’ in corso la valutazione di impatto ambientale.