Medicina: prevedere il rischio tumori del sangue con un prelievo

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prelievo_2In futuro si potra’ forse riconoscere e misurare con un prelievo di sangue il rischio individuale di sviluppare un tumore ematologico (leucemie, linfomi, etc): infatti due grossi studi indipendenti entrambi svolti in prestigiosi istituti di ricerca Usa, hanno svelato che nel sangue si puo’ riconoscere facilmente uno stato di pre-cancro in persone che si ammaleranno anche molti anni dopo il prelievo. Secondo i lavori, entrambi pubblicati sul New England Journal of Medicine, esiste uno stato pre-maligno (o pre-malattia) nel sangue di individui sani, caratterizzato dalla presenza nel Dna delle cellule raccolte col prelievo di una serie di difetti genetici (mutazioni) accumulati su alcuni geni, principalmente tre geni: DNMT3A, TET2, ASXL1. Il primo studio, condotto presso il Broad Institute di Boston, e’ stato diretto dall’italiano Giulio Genovese e da Steve McCarroll. Gli esperti hanno rintracciato mutazioni pre-cancro in 12 mila campioni di Dna preso da prelievi di sangue raccolti per altre motivazioni da pazienti schizofrenici. L’altro lavoro e’ stato coordinato da esperti della Harvard Medical School di Boston ed ha portato all’analisi di ben 17 mila campioni di sangue raccolti per altri motivi da pazienti diabetici. In entrambi i lavori e’ emerso che nel Dna delle cellule del sangue sono ben riconoscibili alcune mutazioni genetiche associate a uno stadio di ”pre-cancro”, in cui cioe’ l’individuo e’ sano ma ha un rischio fino a 10 volte maggiore di ammalarsi di un tumore ematologico negli anni a venire. Le mutazioni chiave per individuare questo stato pre-malattia si concentrano su pochi geni di interesse. L’importanza della scoperta e’ accresciuta dal fatto che due studi indipendenti e condotti con metodologie diverse sono giunti alle medesime conclusioni; entrambi saranno presentati al meeting della societa’ americana di ematologia che si terra’ a San Francisco.