Ministro Galletti agli Stati Generali del Dissesto Idrogeologico: mai più condoni edilizi

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dissesto1Il Ministro dell’Ambiente Galletti, con laurea in Scienze Economiche, così ha tuonato.
Come se la causa dei disastri fosse rappresentata dagli abusi edilizi che sono prevalentemente stati condonati dagli uomini amministratori pubblici.
Evidentemente non sa, e nessuno glielo ha spiegato, che oltre agli abusi edilizi fatti da uomini che costruiscono al di fuori delle vigenti leggi, vi sono abusi ambientali perpetrati dagli uomini amministratori pubblici ai vari livelli che hanno consentito di costruire “legalmente” case, quartieri, città in base alle leggi fatte dagli uomini stessi ma “illegalmente” e fuori legge secondo le leggi della natura.
Ad esempio, e tanto per fare un esempio, il ricoprimento dell’alveo del Rio Fereggiano di Genova, la cui esondazione causò sei vittime il 4 novembre 2011 e altri seri danni nell’alluvione del 9 ottobre 2014 è stato realizzato come “grande opera pubblica strategica” per favorire l’espansione edilizia lungo la valle.
Il rifacimento del tratto di argine del Fiume Carrione miseramente e rovinosamente crollato con la piena del 5 novembre 2014 che ha provocato ingenti danni a Carrara rappresenta il rifacimento “moderno” con tutte le autorizzazioni attuato da pubbliche istituzioni.
La recente inondazione di Chiavari del 10 novembre 2014 è avvenuta a causa dell’esondazione del Torrente Rupinaro che è stato letteralmente assediato da case realizzate legalmente nelle ultime decine di anni.
Mai più condoni edilizi!
Giustissimo!
Da decine di anni molti cittadini ed associazioni denunciavano la gravità dei ripetuti condoni.
Ma non si illudano i cittadini con parole d’ordine ad effetto!
C’è molto di più da “risanare”.
Purtroppo!
Rispetto alle ultime decine di anni il territorio è sempre più stato coperto da case e manufatti vari, le opere idrauliche strategiche realizzate decine di anni fa oggi si rivelano insufficienti a garantire la sicurezza anche a causa delle “diverse” precipitazioni piovose.
Centinaia di migliaia di cittadini sono esposti al rischio di frane rapide (i due cittadini che sono morti il 10 novembre 2014 nell’entroterra di Chiavari investito dal nubifragio rilasciato da cumulonembi sono stati travolti da colate rapide di fango) alluvioni lampo e annunciate.
Occorrerebbe una “montagna di soldi” e decine di anni per risanare tutti gli abusi ambientali attuati in varie decine di anni di spensierato attivismo per rientrare nel rispetto delle leggi della natura.
Occorrono anche uomini nuovi non compromessi con l’andazzo dello “spensierato attivismo”, conoscitori e rispettosi delle leggi della natura.
Quanti uomini “nuovi”con reali poteri decisionali c’erano negli Stati Generali?
Ho visto Bernardo De Bernardinis, capo di ISPRA ed ex-Vice capo del settore tecnico della Protezione Civile, che è stato prima condannato a sei anni nel processo circa il sisma de L’Aquila, la cui condanna è stata si confermata ma ridotta a due anni e sospesa.
De Bernardinis, bravo ingegnere idraulico, non odora proprio di nuovo: chissà se lui come molti altri presenti alla riunione prima di andare a Roma sono passati prima per Damasco (dove potrebbe essersi ripetuto il “miracolo” della folgorazione-conversione che improvvisamente fulminò San Paolo, che indurrebbe ad abbandonare la vecchia strada lobbysensibile a vantaggio della sicurezza trasparente di tutti i cittadini) e poi per la vicina “Fenicia” (dove invece potrebbero essersi rigenerati per continuare con maggiore vigore sulla vecchia strada lastricata da 7 miliardi di euro in 7 anni, come dice Galletti) o viceversa.
Gli stessi uomini affiatati e allenati ad aspettare, prevalentemente, i disastri da domani dovrebbero diventare virtuosi attivisti istituzionali della prevenzione!
Bello!
Ma chi ci crede?