Missione Rosetta, Esa: il modulo Philae pienamente operativo

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philae rosettaIl modulo “Philae” è pienamente operativo e nonostante i problemi di accensione del motore riscontrati lunedì e prontamente corretti tutto è pronto per l’inizio della fase di atterraggio sulla cometa 67P/TG (nota anche come Churyumov-Gerasimenko): lo ha reso noto l’Agenzia Spaziale Europea (Esa).
La decisione finale se procedere o meno verrà adottata alle 20.35 ora italiana, dopo che le batterie elettriche di cui dispone il modulo saranno state completamente ricaricate. In caso di rinvio occorrerebbe attendere circa due settimane prima di un nuovo tentativo, altrimenti lo sganciamento del modulo dalla sonda madre, “Rosetta”, avverrà alle 9.35 ora italiana di mercoledì, con un atterraggio previsto per le 16.30.
Va tenuto conto che i segnali inviati dalla cometa tardano 28 minuti per raggiungere la terra: per questo motivo la discesa – che durerà sette ore – non può essere controllata a distanza in tempo reale ma va preprogrammata; sarà il sistema di guida del modulo a dover risolvere eventuali problemi. L’obiettivo della missione è quello di acquisire nuove conoscenze sull’evoluzione del sistema solare grazie all’analisi della cometa – che ha un diametro di appena quattro chilometri – su cui “Rosetta”, lanciata nel 2004, farà atterrare il modulo “Philae”; la sonda accompagnerà la cometa per un tratto della sua orbita, fino alla fine del 2015. “Rosetta” ha inviato le prime immagini della cometa nel maggio scorso, ad una distanza di due milioni di chilometri dal suo bersaglio; alla fine di maggio ha effettuato una manovra di allineamento in previsione proprio del rendez-vous, in cui si è avvicinata ad un centinaio di chilometri cercando un punto favorevole per l’atterraggio del modulo. “Philae” – grande più o meno come un frigorifero e dotato di numerosi strumenti di scavo e analisi – dovrebbe ancorarsi alla superficie della cometa garzie a due “arpioni”, che avranno il compito di stabilizarne la posizone su un corpo celeste dove la gravità è sostanzialmente nulla. Il nome del modulo proviene dal sito archeologico dove venne trovato un obelisco che aiutò lo storico francese Jean-Francois Champollion a decifrare la celebre stele in cui onore è stata battezzata la sonda. Lo studio della cometa permetterà agli scienziati di guardare indietro nel tempo di 4.600 milioni di anni, in un’epoca in cui i pianeti non esistevano e il Sole era circondato solo da sciami di asteroidi e comete. “Philae” studierà le proprietà fisiche della superficie e del sottosuolo del nucleo e la loro composizione chimica, mineralogica e isotopica: questi dati saranno di complemento allo studio globale delle proprietà dinamiche e della morfologia superficiale della cometa effettuato della sonda madre Rosetta.