Ondate di calore in aumento: entro il 2100 a rischio gli over 65

Riscaldamento globale e una popolazione sempre piu’ vecchia creano un mix esplosivo che tende ad aggravare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ad affermarlo e’ un nuovo rapporto della Royal Society di Londra, che sottolinea come entro fine secolo potrebbe aumentare sensibilmente il tasso di mortalita’ tra gli anziani a causa delle ondate di calore, presumibilmente sempre piu’ lunghe e frequenti. Le ondate di calore sono l’aspetto dei cambiamenti climatici che piu’ immediatamente si incrocia coi mutamenti demografici. In Europa ad esempio, si calcola che nell’estate del 2003, venti giorni di caldo estremo abbiano ucciso piu’ di 52.000 persone. Secondo lo studio della Royal Society, l’esposizione ad ondate di calore tali da provocare la morte dei soggetti piu’ deboli aumentera’ di dieci volte entro il 2090 anche perche’ – avvertono i ricercatori – “senza azioni concrete” sul cambiamento climatico le ondate di calore ora considerate rare avverranno ogni due anni entro il 2100. Le zone a clima temperato, dall’Europa agli Stati Uniti alla Cina, ne risentiranno in modo particolare. I due fenomeni non hanno nulla in comune ma ormai da anni procedono parallelamente. La popolazione mondiale si prevede possa passare dagli attuali sette miliardi a dieci miliardi entro la meta’ del secolo e la percentuale degli over 65 e’ in continua crescita. Di conseguenza aumentera’ sensibilmente il numero di persone piu’ vulnerabili a condizioni meteorologiche estreme. Secondo lo studio, le vittime delle inondazioni aumenteranno di quattro volte rispetto ai livelli attuali, mentre l’impatto delle siccita’ sara’ triplicato. “Condizioni di tempo estreme hanno un grosso impatto e globalmente noi ora non siamo in grado di adattarci “, ha dichiarato Georgina Mace, che guida il gruppo di 24 fisici, medici, sociologi ed economisti che hanno redatto lo studio. “Questo e’ il motivo per cui tante persone continuano a morire per eventi estremi, ad esempio come il tifone Hayan o l’uragano Sandy. Se continuiamo a muoverci lungo l’attuale traiettoria, il cambiamento del clima e della popolazione renderanno le cose ancora peggiori”.