Philae: c’è molto di italiano nella missione Rosetta

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rosetta“C’è molto di italiano nella missione Rosetta. Senza il genio di Bepi Colombo, l’ingegnere, matematico, fisico, astronomo padovano adottato dalla Nasa e scomparso nel 1984, nessuna sonda sarebbe arrivata a 511 milioni di chilometri dalla Terra dopo aver viaggiato per altri 6 miliardi nello spazio”. Lo ricorda un articolo del Gazzettino: “E’ stata la sua teoria della fionda gravitazionale, ovvero approfittare dell’orbita dei pianeti per accelerare la velocità delle navicelle e lanciarle poi nello spazio profondo che ha permesso questa conquista e quella su Mercurio del 2016 che prenderà non a caso il suo nome”. Parlando di uomini, a guidare la missione, dal centro di Darmstadt che gestisce le missioni scientifiche dell’Esa sono due italiani, ricorda il quotidiano: “Paolo Ferri, direttore di tutte le missioni Esa, e Andrea Accomazzo di Domodossola, capo di un team di 15 persone ad altissimo livello perii pilotaggio di Rosetta. Poi a bordo dell’orbiter vi sono molti strumenti italiani: Virtis (Visual infraRed and Thermal Imagin spectrometer) che ricostruisce la mappa del nucleo messo a punto dal team di Fabrizio Fabrizio Capaccioni dell’Inaf-Iaps, l’Istituto di Astrofica e Planctologia Spaziali di Roma. Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator), di cui si è occupata Alessandra Rotundi, dell’Università degli Studi di Napoli ‘Parthenope’, uno strumento in grado di analizzare composizione e velocità delle polveri e dei grani di materiale nella chioma della cometa. Wac (Wide Angle Camera) coordinata dal professor Cesare Barbieri dell’Università di Padova, una componente importante di Osiris (Optical, Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System), il sistema di raccolta di immagini a bordo di Rosetta composto da due canali: Nac (Narrow Angle Camera), per ottenere mappe ad alta risoluzione del nucleo della cometa; Wac (Wide Angle Camera), di progettazione e costruzione padovana, per ottenere mappe ad alta risoluzione del materiale gassoso e delle polveri circostanti che serviranno per orientare il lander”. L’articolo ricorda anche che “sul lander è italiano il ‘trapano’ che da una profondità massima di 20 centimetri deve prelevare campioni dalla cometa di 2,5 millimetri di diametro (SD2), realizzato da Selex ES e di cui è responsabile scientifico Amalia Èrcoli Pinzi del Politecnico di Milano. È anche italiano il sottosistema dei pannelli solari, realizzato sempre da Selex ES, a Nerviano. Ovviamente tutto sotto la regìa dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), con le aziende del gruppo Finmeccanica Selex ES, Telespazio e Thaies Alenia Space”. In un altro articolo del Messaggero Veneto segnala la presenza di un udinese nel team Flight Dynamics della missione Rosetta: Federico Zuiani, 29 anni, ex diplomato al liceo scientifico Marinelli di Udine, laureato all’università di Milano, che da circa un anno lavora all’Esoc (European space operations centre) di Darmstadt.