Purtroppo, come temevamo, la circolazione atmosferica sopra l’Europa ha subito un nuovo blocco proprio all’altezza del comparto centrale del vecchio continentale, con Mitteleuropa, Italia e Mediterraneo centrale che sono rimaste inglobate lungo lo spartiacque, fra la circolazione ciclonica (in “CUT-OFF”) bloccata fra Francia settentrionale e Isole Britanniche, e il possente anticiclone dinamico di blocco in ulteriore rafforzamento sulla Russia europea, ma con un cuneo allungato fino alla Scandinavia. L’intensificazione dei “forcing” nell’alta troposfera contribuirà ad indebolire il flusso perturbato principale, lungo le medio-alte latitudini dell’emisfero boreale, ondulando il ramo principale del “getto polare” e favorendo lo sviluppo di promontori anticiclonici distesi lungo i meridiani, ben strutturati anche alle alte quote (geopotenziali alti), fra Pacifico settentrionale (anticiclone delle Aleutine) e nord Atlantico (anticiclone delle Azzorre). Nei prossimi giorni un’altra importante onda risonante troposferica, enfatizzata dal notevole “forcing” orografico imposto dall’imponente catena montuosa dell’Himalaya (che presenta vette di oltre gli 8000 metri, un vero ostacolo capace di deflettere il “getto sub-tropicale” che proviene dall’area medio-orientale) al ramo principale del “getto sub-tropicale”, che comincia gradualmente a sollevarsi di latitudine, scorrendo sopra l’Iran, il Pakistan e l’India occidentale, si svilupperà pure sull’Asia centrale, fra Kazakistan, ovest della Mongolia e Siberia meridionale, dove si instaurerà un debole anticiclone dinamico in quota che solo a metà settimana si muoverà verso est, venendo parzialmente eroso, in particolare il bordo occidentale, dall’affondo di una saccatura artica (colma di aria molto fredda in quota) verso la Siberia centrale, pronta a far diminuire le temperature, portando delle nevicate sparse sull’altopiano della Siberia centrale.
La persistenza del flusso mite sub-tropicale continentale, proveniente direttamente dall’entroterra desertico libico ed egiziano, continuerà ad alimentare il robusto promontorio anticiclonico, posizionato tra la Russia europea e la Scandinavia. Il notevole “forcing” esercitato alle quote superiori della troposfera (il motore che alimenta l’ampia impalcatura anticiclonica nel sud-est dell’Europa) dall’estesa avvezione calda verrà ulteriormente esacerbato dall’isolamento di un nuovo “CUT-OFF” sulla Mitteleuropa, il quale avrà il merito di rinvigorire il caldo flusso pre-frontale, di tipo sub-tropicale continentale, verso il bacino centro-orientale del Mediterraneo, attivando in quota un intenso flusso sud-occidentale che presenterà una traiettoria distesa fra l’Algeria e la Russia europea. L’anticiclone sub-tropicale di blocco sull’Europa orientale continuerà ad ergere un vero e proprio muro nei confronti dell’umido flusso zonale atlantico che si troverà impossibilitato di proseguire la sua marcia verso l’Europa, arrestandosi al traverso delle Isole Britanniche, Francia, Spagna e Italia. Qui le perturbazioni e i sistemi frontali atlantici non riusciranno ad evolvere verso levante, rimanendo incastrate davanti le propaggini più occidentali del blocco anticiclonico, venendo così costrette a piegare bruscamente verso nord-nord/est, per risalire lungo il lato occidentale e settentrionale dell’intensa circolazione anticiclonica dominante più ad est.
Una situazione che continuerà ad attivare nuove avvezioni calde e molto umide verso il Mediterraneo e i paesi dell’Europa centro-orientale. Nel frattempo nei prossimi giorni, a causa di un abbassamento di latitudine del “lobo canadese” del vortice polare fra il Canada orientale e il nord-est degli USA, si assisterà ad un significativo inasprimento del “gradiente di geopotenziale” sull’Atlantico settentrionale, che favorirà una notevole intensificazione dei venti zonali e del “getto polare” tra l’Atlantico e l’Europa, con intensi “Jet Streaks” in quota che incentiveranno l’attività ciclonica sull’Atlantico orientale, approfondendo la depressione d’Islanda. Questa netta contrapposizione termica e di geopotenziali, nel cuore dell’Atlantico settentrionale, oltre a rafforzare il ramo principale del “getto polare” che fuoriesce dal Canada e dal nord degli Stati Uniti, terrà attiva una profonda circolazione depressionaria nel tratto di oceano a sud dell’Islanda (dove è ubicato il cosiddetto “fronte polare”), la quale tenderà a dipanare un impetuoso flusso di aria molto mite e umida, d’estrazione oceanica, che dalle medie latitudini atlantiche si spingerà verso il cuore dell’Europa, la Scandinavia e il mar Baltico, mantenendo il campo termico su valori nettamente sopra la media sull’intero continente.
L’intenso “gradiente di geopotenziale” e “gradiente termico” che si verrà a creare tra l’Atlantico occidentale e il Canada orientale originerà un potente “Jet Streak” del “getto polare”, in uscita dal Canada sud-orientale. Questo muovendosi sull’Atlantico portoghese, dopo un temporaneo allentamento indotto da valori di geopotenziale un po’ più elevati, andrà ad alimentare e allungare verso latitudini più meridionali, una vasta saccatura che affonderà fin verso le Azzorre. Lo sviluppo di questa vasta saccatura favorirà, più ad est, la formazione di una ondulazione anticiclonica che dovrebbe ergersi sul Mediterraneo centro-occidentale e parte dell’Europa centrale, aprendo un periodo di tempo maggiormente stabile e soleggiato sulle nostre regioni, che fra alti e bassi potrebbe insistere fino al prossimo weekend.


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