Più di quattro pazienti su dieci colpiti da tumore della testa e del collo iniziano in Italia il trattamento con ritardo cioè dopo più di un mese dalla diagnosi istologica; nel 50% dei casi la radioterapia post operatoria inizia solo oltre le otto settimane dopo l’intervento chirurgico; infine, lo stadio clinico di malattia, indispensabile per la corretta scelta terapeutica, non è chiaramente riportato in cartella clinica. Sono i risultati preliminari di due progetti, uno supportato dal ministero della Salute italiano (surveillance of Rare cancers in ITAly – RITA) e l’altro supportato dalla Comunità europea (Information network on rare cancers – RARECAREnet) e presentati al IV congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Cervico – Cefalica (AIOCC) che si svolge oggi a Genova. “Si tratta di dati estremamente preoccupanti che riguardano anche una popolazione giovanile – afferma il presidente AIOCC Renzo Corvò, ordinario di Radioterapia presso l’Università degli Studi di Genova e direttore dell’Oncologia Radioterapica dell’IRCCS San Martino – IST di Genova -. Essendo tumori a rapida progressione è importante agire quanto prima. Intervenire in tempi rapidi significa favorire la guarigione e definire correttamente lo stadio clinico della malattia favorisce la scelta del miglior trattamento possibile per i pazienti”. Il carcinoma della testa e del collo è un tumore raro, di cui spesso le persone ignorano sintomi e fattori di rischio. Da questa neoplasia si può guarire, ma solo se presa in tempo. I fattori di rischio principali dei tumori della testa e del collo sono l’abuso di alcolici, il fumo, comportamenti sessuali a rischio.
Salute: tumore testa/collo, 4 pazienti su 10 iniziano tardi il trattamento


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