Scienziati alla scoperta dei segreti del Mediterraneo

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Ichnussa2012_mapIl nome può sembrare complicato, ma racchiude una delle più importanti iniziative a livello internazionale sulla ricerca scientifica che si occupa del mare, degli strumenti necessari a  studiarlo, delle conoscenze da trasmettere a chi ha interessi e attività legati all’ambiente marino. Come ad esempio operatori della Guardia costiera e decisori pubblici che si occupano della sicurezza in mare, ma anche gli operatori di tutte le attività produttive legate alla navigazione e alla pesca, senza dimenticare chi si occupa del turismo, della salvaguardia dell’ambiente marino o anche chi vive il mare solamente per sport o per diletto. A tutte queste categorie di persone si rivolge la ricerca dell’oceanografia operativa e MONGOOS (Mediterranean Oceanography Network for the Global Ocean Observing System) è la rete che raccoglie i maggiori centri di ricerca dell’area mediterranea su questo argomento. Provenienti da 12 paesi (Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Israele, Italia, Malta, Montenegro, Marocco, Slovenia, Spagna e Turchia) i maggiori studiosi di oceanografia operativa del bacino mediterraneo si riuniscono a Lecce, nella splendida cornice di Palazzo Turrisi dove per tre giorni, da mercoledì 26 a venerdì 28 novembre) danno vita a un importante meeting, preziosa occasione di confronto per fare il punto sulle attività dei vari istituti, metodologie e risultati della ricerca scientifica.

Il meeting è organizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici che è uno dei protagonisti della rete e che presenterà le attività di ricerca in tema di oceanografia, con particolare riferimento al lavoro dell’Ocean Lab, il laboratorio di oceanografia operativa che, con sede proprio a Lecce, rappresenta uno dei punti più avanzati della ricerca italiana su questi temi.

In particolare, le attività di MONGOOS sono ispirate da diversi principi che includono l’avanzamento delle conoscenze scientifiche e dello sviluppo tecnologico su cui si fondano i sistemi di osservazione del mare; la promozione e la visibilità di questi sistemi agli occhi di attori di governo e imprese al fine di incoraggiarne l’integrazione a livello nazionale, europeo e internazionale; migliorare le tecnologie e i servizi disponibili in modo da renderne più semplice e agevole l’utilizzo per lo sviluppo di strategie politiche e per utilizzi sociali; sostenere iniziative internazionali in tema di oceanografia operativa e facilitare il coinvolgimento di partner del bacino del mediterraneo non appartenenti all’Unione europea.