“Un piccolo salto per un robot, un grande balzo per l’umanità. Partendo dall’Europa”. La battuta che parafrasa la frase di Neil Armstrong mentre scendeva sulla Luna è di Roberto Battiston, astrofísico e presidente dell’Agenzia spaziale italiana, ieri a Darmstadt insieme ai vertici dell’Esa e di altre agenzie spaziali nazionali per testimoniare l’impegno dell’Italia nella missione di Rosetta che ha visto approdare la sonda spaziale Philae su una cometa. Una impresa, spiega in una intervista a Repubblica, che “dimostra la capacità nazionale di fare sistema fra gli scienziati che hanno concepito la missione e l’industria che l’ha realizzata, producendo gli strumenti a bordo dell’orbiter e strumenti come il trapano che perforerà la superficie della cometa, e che rappresenta la prima applicazione di uno strumento simile nella prima missione mai atterrata su una cometa. Un primato mondiale al quadrato, di marca italiana”. E parla delle principali sfide superate finora: “La prima è stata la necessità di cambiare la cometa bersaglio, ancora prima che Rosetta partisse, nel 2003. Poi il risveglio all’inizio di quest’anno dopo due anni e mezzo di ibernazione, e infine questo momento straordinario della discesa sulla cometa”.
Sonda spaziale Philae: un piccolo salto per un robot, un grande balzo per l’umanità


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