Ieri una giornata storica con l’atterraggio della Sonda spaziale Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko: è un successo dell’industria e del sistema produttivo italiano
Il “trionfo” della missione di Rosetta nella giornata di ieri e’ stato un grande successo per la scienza, l’umanità ma anche per il … Made in italy! La trivella ideata per bucare la superficie della cometa e altri fondamentali strumenti di analisi, nonche’ il sistema di controllo e parte dell’assemblaggio, sono infatti diventate realtà grazie alle societa’ di Finmeccanica Selex Es, Telespazio e Thales Alenia Space che hanno coinvolto centinaia di persone. ”E’ stata una giornata storica”, ha dichiarato tramite una nota l’amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica, Mauro Moretti. E’ stato, ha aggiunto, ”un risultato eccezionale per tutte le imprese italiane coinvolte, e in particolare quelle del Gruppo Finmeccanica, che testimonia una volta di piu’ quanto sia importante una forte collaborazione tra il mondo scientifico e industriale. Un partenariato strategico che auspichiamo si possa ulteriormente rafforzare cosi’ da agevolare il raggiungimento di traguardi sempre piu’ ambiziosi“.
Il piu’ ‘atteso’ dei vari strumenti a bordo del lander Philae che entrera’ in azione a breve c’e’ sicuramente il trapano Sd2 (Sample Drill and Distribution), che buchera’ il suolo fino alla profondita’ di 30 centimetri, prelevera’ i campioni e li distribuira’ a una serie di strumenti ideati per analizzarne ogni dettaglio. Si tratta di uno strumento realizzato in Italia da Selex, cosi’ come A-Str, il sensore per l’assetto stellare che permette a Rosetta di orientarsi e puntare l’antenna verso la Terra, Navcam, la telecamera necessaria a guidare la sonda, Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spctrometer), ideato per rilevare le caratteristiche termiche della cometa e infine Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) che ne svelato la composizione chimico-fisica. Telespazio, attraverso una serie di societa’ controllate ha invece curato molti diversi aspetti sin dalle prime fsi di progettazione di Rosetta, occupandosi in particolare di un seri di strumenti per la simulazione della missione e della discesa del lander. A Torino si sono inoltre svolte tutte le operazioni di assemblaggio e prove sul satellite negli stabilimenti di Thales Alenia Space, che ha inoltre realizzato un sistema di comunicazione, Deep Space Transponder, per mantenere in comunicazione la sonda con i tecnici a Terra.
ECCO PERCHE’ QUESTA MSISIONE PARLA ITALIANO – Alcuni degli strumenti piu’ importanti, l’assemblaggio, le simulazioni di volo e il supporto nelle fasi di discesa, universita’ e enti di ricerca, nonche’ centinaia tra ricercatori, operai, e tecnici: il grande successo di Rosetta, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) atterrata sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, e’ stato possibile anche grazie a un importante ruolo dell’Italia. Rosetta e’ una complessa missione europea che ha coinvolto circa 20 nazioni, e uno dei principali ruoli e’ stato ricoperto dall’Italia, sin dalle origini, quasi 30 anni fa grazie al contributo fondamentale di molti ricercatori e progettisiti, tra cui Angioletta Coradini scomparsa recentemente. Dei 21 strumenti a bordo su Rosetta e il lander Philae, che da adesso analizzera’ il ‘terreno’ della cometa, ben quattro sono sotto la responsabilita’ italiana. Si tratta di Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) il cui responsabile scientifico e’ Fabrizio Capaccioni dell’Istituto di Planetologia e Astrofisica Spaziale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Infn), Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) con Alessandra Rotundi dell’Universita’ “Parthenope” di Napoli e la Wac (Wide Angle Camera) con Cesare Barbieri dell’Universita’ di Padova.
A bordo del lander e’ italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (Sd2), realizzato da Selex Es sotto la responsabilita’ scientifica di Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano, ed il sottosistema dei pannelli solari, con il Politecnico di Milano. L’Italia ha fornito molte risorse sin dalle prime fasi di progettazione di Rosetta, occupandosi in particolare di un serie di strumenti per la simulazione della missione e della discesa del lander. A Torino si sono inoltre svolte tutte le operazioni di assemblaggio e prove sul satellite negli stabilimenti di Thales Alenia Space, che ha inoltre realizzato un sistema di comunicazione, Deep Space Transponder, per mantenere in comunicazione la sonda con i tecnici a Terra. Dagli stabilimenti di Selex Es sono nati anche A-Str, il sensore per l’assetto stellare che permette a Rosetta di orientarsi e puntare l’antenna verso la Terra, Navcam, la telecamera necessaria a guidare la sonda, Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spctrometer), ideato per rilevare le caratteristiche termiche della cometa e infine Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) che ne svelato la composizione chimico-fisica


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?