Spazio: ecco l’Italia che andrà su Marte

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exomars esa marteL’Italia partecipa in prima linea ad una impresa storica. La missione dell’Esa ExoMars chiamata a confermare la presenza di vita su Marte. Il settimanale Panorama entra nei laboratori di Torino e Cannes della Thales Alenia Space dove si sta assemblando il modulo orbitante Tgo (Trace gas orbiter) che nel 2016 sarà montato sul modulo di discesa Edm (Entry descent landing demonstrator module) e lanciato nello spazio per raggiungere Marte. “Siamo impegnati nei preparativi per le prove ambientali e funzionali che prevediamo di iniziare a febbraio – dice Walter Cugno, direttore del programma ExoMars -. Poi i due moduli Tgo ed Edm verranno assemblati a Cannes. Infine il lancio, a gennaio 2016”. Dopo nove mesi di viaggio il sistema arriverà su Marte; l’Edm si separerà dal modulo orbitante Tgo ed entrerà nell’atmosfera fino ad atterrare sul suolo marziano. “La missione del 2016 dovrà fornire il supporto di telecomunicazione necessario per un secondo viaggio nel 2018 – aggiunge Cugno -. Questa volta un rover esplorerà sia la superficie sia il sottosuolo per 218 giorni marziani alla ricerca di forme di vita”. “Il sistema tecnologico di entrata e discesa sul Pianeta rosso è di matrice italiana – dice Maurizio Capuano, project manager del modulo di discesa Edm -. Per esempio la Thales Alenia Spazio di Torino ha progettato il software per il controllo automatico della discesa e atterraggio, Thales Alenia Spazio di Roma ha costruito il radar Doppler, e Thales Alenia Space di Gorgonzola il computer di bordo che riceverà anche i segnali radio dai satelliti orbitanti. Inoltre l’Aerosekur di Aprilia ha contribuito allo sviluppo del paracadute”. A bordo del modulo orbitante troveranno poi posto gli strumenti scientifici, alcuni costruiti in Italia: “Uno di questi si chiama Dreams e serve da stazione meteo sulla superficie di Marte – spiega Carlo Cassi, responsabile tecnico del programma ExoMars -. Il suo ruolo sarà cruciale: ogni due anni su Marte ci sono tempeste di sabbia”. In questo modo, come sottolinea Elisio Giacomo Prette, presidente di Thales Alenia, strumenti italiani si aggiungeranno a quelli presenti su Venere, Giove, Saturno. ExoMars del 2016 è già completamente finanziata, ma la missione del 2018 attende un’ultima tranche di 195 milioni.