Spazio: luce verde al lanciatore europeo Ariane 6

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lancioLuce verde al nuovo lanciatore dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Ariane 6: l’intesa di massima e’ stata raggiunta in Germania, a Darmstadt, nella riunione preparatoria della Conferenza ministeriale dell’Esa in programma per il 2 dicembre a Lussemburgo. ”E’ un passo molto importante”, ha detto all’ANSA il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston. E’ stato superato quindi l’atteggiamento critico nei confronti del progetto da parte della Germania. All’incontro erano presenti i ministri e i presidenti delle agenzie spaziali dei principali Paesi che, nell’ambito dell’Esa, sono impegnati nel progetto dei nuovi lanciatori europei, ossia Ariane 6 e l’evoluzione di Vega. ”Quest’ultimo vede l’Italia direttamente coinvolta”, ha rilevato Battiston. Per le aziende coinvolte, la Avio e la Elv (costituita per il 70% da Avio e per il 30% dall’Asi) potrebbero esserci ricadure in termini di 400 milioni di fatturato l’anno e mille posti di lavoro. I nuovi lanciatori, ha aggiunto, ”hanno molti piu’ elementi comuni fra loro di quanto non abbia l’attuale famiglia, composta dall’Ariane 5, dalla Soyuz e da Vega”. Una diversita’ che rende i costi molto elevati e non competitivi rispetto alle nuove realta’ emergenti sulla scena internazionale, come le aziende private americane Space X e Orbital Science. ”Se l’industria europea non si dara’ da fare per realizzare una nuova famiglia di lanciatori meno costosa e piu’ adatta ad una produzione di massa, rischia di perdere in pochi anni la supremazia nel settore dei lanciatori a favore di Stati Uniti, India e Cina”. Realizzare l’Ariane 6 significa invece poter utilizzare il motore di Vega, il P80 costruito negli stabilimenti della Avio a Colleferro (Roma), e trasformarlo in un P120. In questo modo si avrebbe un unico motore per Vega piu’, due per la versione media dell’Ariane 6 e quattro per quella grande, piu’ uno stadio a liquido per ciascun tipo di lanciatore. Per Battiston ”e’ uno sviluppo molto importante per l’Italia e l’Europa, con una previsione di costo per lancio molto competitiva ed attraente: dimostra che l’Italia e’ fra i Paesi che hanno il loro lanciatore, come la Francia”. Nello stabilimento della Avio si potrebbero produrre a regime 36 motori l’anno, in previsione dell’entrata in regime dei nuovi lanciatori nel 2020. Per l’Italia e’ adesso necessaria una verifica a livello di governo in vista della formalizzazione dell’accordo sui lanciatori nella ministeriale dell’Esa.