Spazio: previsioni meteo più affidabili grazie a supercomputer

1-15terra_dallo_spazioNegli ultimi anni un team di ricercatori coordinato dal Prof. Massimo Violante del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino ha collaborato ad un progetto coordinato da Thales Alenia Space Italia (e composto, oltre che dal Politecnico, da Agenzia Spaziale Europea, Istituto Nazionale di Astrofisica, Università di Tor Vergata e Sanitas Eg) per realizzare un supercomputer che operi nello spazio, superando i limiti della tecnologia attualmente impiegata nella maggior parte delle missioni spaziali, impiegata anche per le previsioni meteorologiche. Negli ultimi decenni, infatti, le immagini raccolte dai satelliti per l’osservazione terrestre, come ad esempio Meteosat, si sono rivelate strumenti validissimi per le previsioni meteo, in quanto permettono ai meteorologi di esprimere previsioni basate non solo su sofisticati modelli previsionali, ma anche sull’osservazione diretta dei fenomeni atmosferici. Il nuovo supercomputer servirà a dotare i satelliti meteorologici di una capacità di calcolo adeguata a comprendere appieno i fenomeni atmosferici, quali ad esempio i temporali, nel momento stesso in cui si verificano, in modo da far loro interpretare in autonomia ciò che osservano, prima ancora di inviare le immagini acquisite a terra. Le nuove generazioni di satelliti, dotati di supercomputer, saranno in grado di dare indicazioni importanti in un tempo molto più ridotto, annunciando per esempio l’insorgere di fenomeni temporaleschi potenzialmente pericolosi non appena questi siano avvistati dallo spazio. Il nuovo supercomputer sarà utilizzato inizialmente su 4 dei 6 satelliti della missione Meteosat Third Generation (l’ultima generazione di satelliti meteorologici europei) a partire dal 2018. Il computer che volerà nello spazio si occuperà dell’identificazione e della classificazione dei fulmini, permettendo di mappare le zone temporalesche ad alto rischio e fornendo quindi informazioni fondamentali per migliorare la sicurezza del traffico aereo. Il ‘cuore’ del supercalcolatore è nato a Torino, per mano del team di ricercatori coordinato dal Prof. Massimo Violante, che ha infatti svolto un ruolo chiave nella scelta della CPU, il componente principale del computer, e ha contribuito alla definizione dell’architettura generale della macchina, con particolare attenzione alle tecniche per la gestione dei potenziali guasti prodotti dalla radiazione spaziale, oltre a collaborare alla validazione dell’intero computer. Il risultato del progetto sarà il primo supercomputer di concezione totalmente europea qualificato per impieghi spaziali, che supererà di due ordini di grandezza le prestazioni dei computer oggi impiegati in analoghe missioni. Grazie al nuovo calcolatore sarà quindi possibile dotare le prossime generazioni di satelliti di una potenza di calcolo totalmente ‘made in Italy’, che permetterà di realizzare nello spazio operazioni complesse che prima potevano essere effettuate solo sulla terra. Grazie a questa capacità di calcolo sarà quindi possibile analizzare i dati nel momento stesso in cui sono raccolti, rendendo possibili applicazioni prima impensabili.