Spettacolare “Supercella” sull’Australia orientale nell’area a sud-ovest di Brisbane [FOTO]

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10622866_10152840587712505_1083082367997002422_nUna spettacolare “Supercella”, con il classico correndo di nubi mesocicloniche attorcigliate su se stesse, nei giorni scorsi si è sviluppata sull’entroterra dell’Australia orientale, nella regione a sud-ovest della città di Brisbane, nel sud dello stato del Queensland. Nell’area si è difatti innescata la classifica configurazione ideale per la nascita di intensi temporali, con uno strato molto instabile nei bassi strati che ha favorito la rapida formazione di cumulonembi temporaleschi davvero imponenti. Quest’ultimi toccati in alta quota dal ramo del “getto sub-tropicale” australe hanno cominciato a roteare, con lo sviluppo del “mesociclone”. Durante tale processo l’”Updraft” normale si trasforma in un “mesociclone”, alla cui base potrà comparire una minacciosa “Wall cloud” (nube a muro) dalla quale si possono sviluppare delle trombe d’aria o persino dei “tornadoes”, come quelli che si originano sopra le praterie statunitensi. Ogni sistema temporalesco che presenta uno spiccato moto vorticoso al proprio interno, tale da originare degli “Updraft roteanti”, può evolvere in una “Supercella”. In genere questi potenti sistemi convettivi si possono formare solo in determinate situazioni sinottiche, in aree di forte instabilità atmosferica, con una forte convergenza fra venti di opposte direzioni nei bassi strati ed in presenza di un “Wind Shear verticale” considerevole, esacerbato dal transito nell’alta troposfera del ramo principale del “getto polare” o di un “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”) ad esso collegato.

General - Kalgoorlie super cellE’ proprio grazie all’intenso “Shear” del vento (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota) che all’interno dei cumulonembi temporaleschi si cominciano ad innescare i moti rotatori che fanno girare l’”Updraft”, trasformandolo successivamente in un “Mesociclone”, con velocità che possono superare i 260-280 km/h. Soprattutto in presenza, nell’alta troposfera, di “Jet Streaks” o “Drifts” (campi di vento molto forti in quota non associabili al “getto”), dentro i cumulonembi si cominciano a formare dei moti rotatori orizzontali che vengono poi assorbiti dalle forti correnti ascensionali che li generano. Tali rotazioni, pur venendo in parte assorbite dagli stessi moti convettivi che alimentano i cumulonembi, tendono a far roteare le correnti ascensionali, le quali tendono ulteriormente ad intensificarsi a seguito del passaggio in alta quota del “getto”. In questo caso, un ruolo molto importante, è stato quello del passaggio del ramo principale del “getto sub-tropicale” australe, il quale passando nell’alta troposfera ha creato un’area di forte “Wind Shear”, alla base degli intensi moti rotatori che si sono innescati all’interno delle nubi temporalesche.

superUna volta raggiunta la piena maturità, il passaggio della “Supercella” è stato accompagnato da una rapida caduta della pressione barometrica in tutta l’area a sud-ovest di Brisbane. Difatti, una volta raggiunta la piena maturità la rotazione dentro la “Supercella” tende a rafforzarsi, inasprendo la fenomenologia che l’accompagna (forti rovesci, grandinate, attività elettrica, colpi di vento e tornado). Difatti l’avvicinamento di una “Supercella” è quasi sempre accompagnato da una diminuzione della pressione barometrica, segno tangibile della presenza del “Mesociclone”. Fortunatamente il sistema temporalesco non ha prodotto tornado o altri fenomeni vorticosi significativi, esaurendosi nel corso di poche ore. Solitamente, nell’Australia orientale e sud-orientale, si possono generare fenomeni temporaleschi particolarmente estremi. Specie quando transita un fronte freddo, ben organizzato al suolo, e supportato in quota dal passaggio del ramo del “getto”. L’aria molto più fredda e umida che risale dall’oceano Indiano meridionale, da SO e S-SO, tende a scontrarsi con l’aria molto più calda e secca che domina il settore pre-frontale, costringendo quest’ultima ad essere bruscamente scalzata verso l’alto, generando così gli intensi moti convettivi (forti correnti ascendenti) che generano i temporali intensi.

20071026mb039_supercell_thunderstorm_casino_nsw.jpg.smallAll’interno della linea di convergenza, che si associa con il fronte freddo, si possono sviluppare fenomeni temporaleschi veramente estremi, come imponenti “Supercelle” se il “Wind Shear” è particolarmente elevato, in grado di dare luogo a forti grandinate, violenti “downbursts” e alle volte persino dei “tornadoes” distruttivi che precedono la “Squall Line” di tipo frontale che investe lo stato di Victoria e il Nuovo Galles del Sud. Dopo il transito del fronte freddo, l’ingresso a tutte le quote dei più freddi e umidi venti del “Southerly Buster”, che pilotano aria fredda di matrice sub-polare marittima, comporta una drastica riduzione delle temperature, che possono crollare anche sotto i -10°C -15°C in meno di 24 ore.