La storia della mucca Camilla: scappa dal macello, viene salvata e adesso vivrà felice in una nuova casa

mucca CamillaSi chiama Camilla, e’ una mucca e, come la sua “sorella maggiore” Teresa, proprio non sopportava di vivere il resto delle propria vita in una stalla, con la terribile certezza di finire anzitempo i suoi giorni, in un mattatoio. E proprio come Teresa, che nel 2011 pur di scampare a morte certa nel macello attraverso’ a nuoto lo Stretto di Messina, “Camilla non ci ha pensato due volte, la scorsa estate, a scappare dal suo recinto e a far perdere le sue tracce”, racconta l’Ente nazionale protezione animali- Enpa. L’hanno cercata per piu’ di un mese tra le campagne di Vinci (Firenze) e il Comune aveva persino ipotizzato l’abbattimento dell’animale. Tuttavia, la liberta’ conquistata non era destinata a durare: “dopo circa un mese di fuga l’intrepida e coraggiosa Camilla e’ stata individuata, catturata e messa in lista per la macellazione”. Per la povera mucca sembrava dunque materializzarsi, all’improvviso, quel cupo destino dal quale era fuggita. “E’ a questo punto che- racconta l’Enpa- come era accaduto tre anni prima a Teresa, il cammino di Camilla incontra quello dei volontari dell’Ente nazionale protezione animali, i quali riescono a salvarla dal mattatoio e a trovarle una tranquilla sistemazione presso un’azienda agricola dove potra’ vivere il resto della sua vita in serenita’ e liberta'”. E cosi’, grazie all’intervento dell’Unita’ di intervento nazionale della Protezione animali, Camilla e’ stata finalmente trasferita nella sua nuova casa. “Questa rappresenta per noi un’operazione di grande valore e di importanza simbolica perche’ testimonia quanto siano vicini, anche da un punto di vista psicologico ed emotivo, animali d’affezione e animali da allevamento- commenta Marco Bravi, responsabile Comunicazione e sviluppo iniziative di Enpa, che ha diretto l’intervento di trasferimento- questi ultimi anelano infatti, come ha dimostrato Camilla, alla liberta’ e all’autonomia, dimostrando caratteri distinti ed individualita'”. Il fatto poi che tutto questo sia successo a Vinci, ove ebbe i natali il grande Leonardo che affermo’ “verra’ il giorno che l’uccisione di un animale sara’ trattata alla stregua di quella di un uomo”, ha “aggiunto ulteriore significato a questa operazione- conclude Bravi- per il cui buon esito ringrazio Antonio Fasci’ e il medico veterinario Giovanni Ferrara, la cui collaborazione e’ stata fondamentale”.