Il tifone Nuri arriva in Giappone: atteso su Ogasawara e 200 pescherecci cinesi

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tifone nuriIl tifone Nuri, potente per forza del vento e carico di pioggia, e’ atteso gia’ in nottata sulle isole giapponesi di Izu e Ogasawara, a sud di Tokyo. Il bollettino di allerta della Japan Meteorological Agency non appare destinato a risolvere in via definitiva un problema che vede contrapposti da alcune settimane i pescatori e la guardia costiera nipponici e una flottiglia di oltre 200 pescherecci cinesi, sospettati di raccogliere il prezioso corallo rosso e di distruggere i fondali marini nelle acque territoriali delle isole che si trovano nel raggio di 1.000 chilometri da Tokyo. I funzionari nipponici sono altamente vigili sull’ingombrante presenza: “La guardia costiera ha sollecitato i pescherecci cinesi nei pressi delle isole Ogasawara a stare lontani dalla rotta del tifone”, ha chiarito il portavoce del governo Yoshihide Suga, aggiungendo che Tokyo non permettera’ agli equipaggi di attraccare e raggiungere la terra a causa di Nuri. Molte navi, secondo le ultime rilevazioni fatte dalla guardia costiera, avevano iniziato a lasciare l’area interessata dal tifone, dirigendosi verso sudest. Ai pescherecci sara’ permesso l’ormeggio al largo delle isole, anche in acque territoriali giapponesi, se suscettibili di subire danni dalla perturbazione, riferisce la stampa locale. Previste, in questo caso, ispezioni e monitoraggio dell’equipaggio perche’ non raggiunga la riva. Il tifone si dirige a nord-nordest verso le isole Ogasawara e Izu con venti fino a 220 km/ora, con la previsione di indebolirsi e trasformarsi venerdi’ mattina nel Pacifico in una depressione extratropicale, al largo della costa orientale del Giappone. Malgrado l’aumento della sorveglianza, i pescherecci cinesi sono rimasti nell’area, sospettati di raggiungere nella notte i fondali piu’ bassi per razziare il corallo rosso. I parlamentari liberaldemocratici del premier Shinzo Abe hanno promosso in giornata una risoluzione sollecitando il governo ad adottare tutte le misure necessarie, tra cui la presentazione di una forte protesta con la Cina, per denunciate “un atto barbarico” in un’area naturalistica protetta. La vicenda si presta anche a considerazioni sulla sicurezza: la catena di Ogasawara, ad esempio, e’ sotto la giurisdizione del governo metropolitano di Tokyo, cosi’ come l’arcipelago delle Izu, isole distanti appena 100-350 km dalla capitale.