Il sole ‘morde’ anche d’inverno. Anzi rischia di bruciare di più, soprattutto in montagna sulla neve o sui ghiacci e ai tropici, meta esotica di tanti vacanzieri in partenza per Natale e Capodanno. A lanciare il monito, in vista della stagione delle settimane bianche e della pausa di fine anno, sono gli oncologi intervenuti a Milano a un incontro promosso da GlaxoSmithKline per il lancio italiano di un nuovo farmaco intelligente contro il melanoma. Il tumore cutaneo più cattivo, che nel nostro Paese colpisce 12 mila persone all’anno con un 30% di pazienti under 50. Numeri che secondo vari studi sono raddoppiati in 10 anni, portando il ‘big killer’ della pelle al quinto posto nella classifica delle neoplasie più diffuse nel mondo occidentale.
Con una mortalità diversa lungo lo Stivale, circa doppia al Nord rispetto al Sud, sia nelle donne che negli uomini. Gli esperti sposano un vecchio consiglio della nonna: “Attenzione e non prendere il sole nei mesi con la ‘R'”, quindi nelle stagioni di mezzo e d’inverno, perché i raggi ultravioletti possono rivelarsi ancora più ‘traditori’ che in estate. Oggi la scienza conferma: “E’ importante proteggersi dal sole anche nella stagione fredda. Chi va in montagna, o sceglie vacanze ai tropici, deve fare attenzione a evitare ‘overdose’ di Uv. Neve e ghiacciai, e in minor misura anche l’acqua del mare, riflettono infatti la luce solare aumentando la quantità di radiazioni che colpiscono la pelle. Il sole, poi, non è uguale in tutto il mondo: a latitudini tropicali anche chi ha la carnagione scura necessita di un fattore di protezione molto alto”. Gli oncologi ribadiscono inoltre il loro “no” alle lampade abbronzanti.
“Anche se i nuovi farmaci anti-melanoma hanno permesso di ottenere risultati terapeutici inimmaginabili solo pochi anni fa, la prevenzione e la diagnosi precoce restano un caposaldo della guerra a questo tumore”, afferma Paola Queirolo, oncologa dell’Irccs San Martino-Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova e presidente dell’Imi, l’Intergruppo melanoma italiano. “La prima forma di prevenzione è giocare d’anticipo attraverso un’adeguata protezione nei confronti delle radiazioni solari, che deve iniziare già da bambini – precisa l’esperta – visto che le scottature in tenera età sono uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza del tumore. Altrettanto importante è eseguire regolarmente i controlli dei nei dal dermatologo, specie se presentano cambiamenti nella forma, nelle dimensioni e nel colore. Il trattamento precoce del melanoma consente di eliminare la lesione, ma quando questa si fa più profonda la disseminazione delle cellule neoplastiche è molto rapida”, il cancro viaggia oltre la pelle ‘colonizzando’ altri organi e tessuti, e si formano metastasi. Per evitarlo, “il sole è sempre meglio farselo amico”.


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