Allerta mari e venti: burrasca di libeccio in arrivo sul Tirreno con violente mareggiate, poi irrompono bora e tramontana

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wind10m_H_web_40Oltre al maltempo, alle intense nevicate fino a bassa quota sul versante orientale dell’Appennino e alle precipitazioni che assumeranno prevalente carattere di rovescio o temporale, bisognerà fare molta attenzione anche allo stato dei mari e dei venti. Difatti, già a partire dalle prossime ore, i mari che circondano l’Italia saranno spazzati da intensi venti che renderanno da molto mossi ad agitati buona parte dei bacini, in special modo il Tirreno e il mar Ligure orientale che si presenteranno localmente molto agitati a largo. Come previsto, il sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’Italia centrale e le coste nord-africane, sta attivando intensi venti di libeccio e ponente che nelle prossime ore spireranno a carattere di burrasca, dapprima tra Canale di Sardegna, mar Ligure orientale e alto Tirreno, con raffiche ad oltre i 70-80 km/h nel tratto compreso fra Capo Corso e l’isola di Gorgogna. L’infittimento delle isobare, tra il nord Italia, le Alpi e le coste di Tunisia e Libia, sarà indotto dall’estensione di un ampio cuneo anticiclonico, dell’alta pressione delle Azzorre, fin verso l’entroterra desertico del Marocco e dell’Algeria, dove penetreranno isobare superiori ai 1020-1022 hpa a sud della catena montuosa dell’Atlante algerino.

05Questo cuneo anticiclonico oceanico, spingendosi fino al cuore dell’Africa settentrionale, fra Marocco, Algeria centro-settentrionale ed ovest della Libia, interagirà con le isobare piuttosto strette, facenti capo alla depressione a mesoscala, sui 992 hpa,in azione lungo il confine franco-tedesco. Scivolando ulteriormente di latitudine, a contatto con la barriera alpina, questa depressione subirà un vero e proprio “split” orografico, con il contemporaneo isolamento di un nuovo minimo depressionario relativo sottovento, sul Golfo di Genova. L’interazione fra le opposte figure bariche produrrà una significativa compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il Tirreno e l’Italia settentrionale che determinerà un intenso squilibrio barometrico fra la costa nord-africana e i mari italiani. Il fitto “gradiente barico orizzontale” che si verrà a costruire, acuito ulteriormente dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di origini polari marittime continentalizzate, in sfondamento dal Rodano, che a loro volta causeranno un aumento della pressione barometrica sul mare delle Baleari, agevolerà l’innesco di una intensa ventilazione da O-SO e SO, che dal mar e Canale di Sardegna si propagherà a tutto il Tirreno, fino alle coste di Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, con un intenso libeccio che risalirà il bacino tirrenico, sollevando un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0-4.0 metri di altezza.

waveLa presenza di un “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) molto ampio, che dal tratto di mare antistante la costa algerina si estende fino al Canale di Sardegna, mare di Sardegna ed il Tirreno centro-meridionale, favorirà lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. In particolare il Canale di Sardegna ed il Tirreno centro-meridionale, direttamente esposti alle burrasche da O-SO e Ovest. Sul Tirreno centro-meridionale i forti venti da O-SO e Ovest genereranno in nottata imponenti onde di “mare vivo” che hanno raggiunto i 4.0 metri di altezza nel tratto di mare antistante le coste della Campania e del Lazio meridionale. Queste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali della bassa Toscana, del Lazio e della Campania, attivando su questi mareggiate di debole e moderata intensità che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione. Ma un rapido aumento del moto ondoso è atteso pure fra Canale di Sicilia, Ionio e Adriatico orientale, che da mossi diventeranno molto mossi, fino ad agitato a largo il basso Adriatico, nel tratto antistante le coste albanesi e montenegrine.

wind10m_D_web_25Durante la mattinata di domani, queste ondate sollevate dai forti venti occidentali attivi davanti le coste algerine e tunisine, si propagheranno rapidamente in tutto il Tirreno meridionale, con “Run-Up” che hanno toccato persino i 5.0 metri di altezza fra Ustica e le coste della Campania. Una parte di queste onde, dopo aver percorso l’intero Tirreno meridionale, andranno a rompersi con grande impeto lungo le coste della Calabria tirrenica e della Campania, producendo delle mareggiate di debole e moderata intensità fra il litorale del lametino e l’area del Golfo di Policastro, il salernitano e sul Golfo di Napoli, dove irromperanno onde lunghe ben formate, con una direzione media di provenienza, generalmente, da SO e O-SO. Le onde con i massimi “Run-Up”, oltre i 3.0-4.0 metri, dovrebbero colpire le coste del cosentino tirrenico, parte del litorale della Basilicata occidentale e la costa salernitana e napoletana. Fra il litorale romano e la costa casertana invece le mareggiate verranno provocato proprio da onde più rifratte da SO, che raggiungeranno anche i 3.0 metri di altezza. Il moto ondoso metterà a rischio i collegamenti marittimi con le isole minori, specie con Ustica e le Eolie. L’intensa ventilazione da O-SO, assieme al moto ondoso, andrà ad attenuarsi solo dalla tarda serata di domani, calando gradualmente in costanza e intensità, fino a scivolare al di sotto della soglia d’attenzione.

mareggiata stefania-1Nel corso della mattinata di domani, con la lenta evoluzione verso levate del minimo relativo, parte dell’aria fredda addossata al di là delle Alpi e sulle pianure Danubiane raggiungerà l’Italia, tramite sostenuti venti settentrionali che dopo essersi canalizzati lungo i valichi del Carso e delle Alpi Dinariche affluiranno su tutte le regioni, con forti raffiche (effetto “catabatico” dal valico di Postumia) di bora sul Golfo di Trieste, Istria, e coste dalmate, fino a 90-100 km/h nei punti maggiormente esposti. Sostenute raffiche di tramontana e grecale si verseranno sul mar Ligure e sul Tirreno, con raffiche di caduta anche intense fra Toscana e alto Lazio, dove si supereranno i 60 km/h. Nel pomeriggio intensi venti da O-NO, con componente rafficata, soffieranno fra basso Tirreno, Canale di Sicilia e Ionio, mantenendosi al limite della soglia d’attenzione, con punte fino a più di 60 km/h, localmente anche più per amplificazioni locali orografiche fra Calabria tirrenica e coste settentrionali della Sicilia. Venti che si attenueranno gradualmente non prima della mattinata di lunedì. I venti dai quadranti nord-orientali torneranno a spirare in forma intensa, presentando locali rinforzi solo fra basso Tirreno e Adriatico, dove rimarrà ancora un moto ondoso piuttosto marcato, con una lenta scaduta delle onde lunghe, alte fin sui 2.5 metri.