Ha come obiettivo la salvaguardia dello scoiattolo rosso e della biodiversita’ in tutto il centro Italia il progetto comunitario U-Savereds, finanziato dal Programma “Life+” dell’Unione europea e presentato oggi nel corso di una conferenza stampa, a Perugia, cui hanno partecipato, fra gli altri, l’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini, il responsabile nazionale Fauna e benessere animale di Legambiente, Antonino Morabito, il vicequestore aggiunto Daniele Arcioni, responsabile Cites del Corpo forestale dell’Umbria; Piero Genovesi, dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, che e’ capofila del progetto. Il progetto ha come partner le Regioni Umbria – che ne riferisce in un comunicato – e Lazio, il Comune di Perugia, l’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche, Legambiente Umbria e Istituto Oikos (societa’ che opera nel campo della conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali) e nasce dall’esigenza di tutelare lo scoiattolo comune europeo, conosciuto come scoiattolo rosso, dalla progressiva diffusione, anche in Umbria, dello scoiattolo grigio americano, che ne insidia l’habitat e la stessa sopravvivenza. “Un progetto – ha sottolineato l’assessore Cecchini – che si inserisce tra le azioni che la Regione Umbria ha messo in atto per la difesa della biodiversita’ dell’Umbria, animale e vegetale. Un obiettivo che rappresenta una priorita’ per la salvaguardia dei nostri elementi identitari, dei nostri habitat naturali, e che ci viene sollecitato anche dalla commissione europea, in considerazione della crescente perdita di biodiversita’, a livello europeo e mondiale”. “A questo progetto in particolare – ha aggiunto – che e’ cofinanziato al 50 per cento dalla commissione europea, contribuiamo con una quota di cofinanziamento del 5% e mettendo a disposizione il personale regionale. Gli interventi saranno mirati a favorire il reinsediamento di una specie importante quale e’ lo scoiattolo rosso, ‘sentinella’ dei nostri boschi e fondamentale per il loro rinnovamento”. “Un progetto di importanza nazionale”, ha rilevato Genovesi, dell’Ispra, presidente del gruppo specialista sulle specie invasive dell’Unione mondiale per la conservazione della natura. “In Italia sono presenti 2654 specie alloctone e tra le piu’ pericolose figura lo scoiattolo grigio. Le specie alloctone invasive – ha proseguito – sono probabilmente la prima causa di estinzione di specie animali nel mondo negli ultimi secoli, corresponsabili del 50 per cento dei casi noti di estinzione e unica causa di estinzione di un quinto dei casi. E causano anche perdite economiche enormi, stimate in Europa in oltre 12 miliardi di euro all’anno”. Una emergenza, quella delle specie alloctone, che e’ stata affrontata a livello europeo con un Regolamento che entrera’ in vigore il prossimo 1 gennaio 2015 e che vieta l’introduzione e la diffusione di specie che possono causare danni all’ambiente, all’economia e alla salute umana, imponendo obblighi di intervento a tutti gli Stati membri. “In Italia – ha ricordato il vicequestore aggiunto Arcioni – in seguito a una modifica dell’articolo 2 della legge 157/1992 e’ possibile intervenire sulle specie invasive, che possono essere eradicate in caso di danni ambientali. Quanto allo scoiattolo grigio americano, dal febbraio 2013, ne e’ vietata la detenzione e la commercializzazione, con pesanti sanzioni, anche pecuniarie”. “Si sta intervenendo per salvare una specie locale ed e’ urgente farlo, prima che gli scoiattoli grigi possano raggiungere l’Appennino umbro-marchigiano”, ha rilevato il giornalista Umberto Mazzantini, mentre Antonino Morabito ha sottolineato come Legambiente si proponga di “salvare il maggior numero di animali e la rete di relazioni che li tiene insieme”, aggiungendo che “dove sono cresciuti gli scoiattoli grigi sono morti quelli rossi cui sono stati sottratti rifugi e cibo, facendo venir meno anche la funzione svolta da questi ultimi nel processo di rinnovamento del bosco”. Il progetto – prosegue il comunicato – di durata quadriennale e che si concludera’ nel 2018, come ha spiegato Daniele Paoloni dell’Istituto Oikos, prevede dal prossimo anno una serie di attivita’ per definire la presenza dello scoiattolo grigio sul territorio regionale, approfondendo gli studi degli ultimi tre anni. Ad oggi questa specie e’ stata individuata in un’area di circa 50 km quadrati attorno a Perugia, ma segnalazioni della sua presenza arrivano anche nell’alta valle del Tevere, al confine tra Umbria e Toscana. Parallelamente sara’ avviata una campagna di informazione. Dal 2016 prenderanno il via le “operazioni di gestione” con la rimozione vera e propria degli scoiattoli grigi, sia direttamente che attraverso la cattura, la sterilizzazione chirurgica e il successivo rilascio degli animali. Si lavorera’ anche per migliorare le “condizioni vitali” dello scoiattolo rosso a Perugia, con la messa a dimora di piante appetibili per questa specie e il ripristino e rinforzo delle popolazioni oggi in difficolta’ a causa della presenza dello scoiattolo grigio. Lo ha sottolineato anche Giorgio Fusco, del Comune di Perugia, che ha voluto anche richiamare “la responsabilita’ dell’uomo” per il conflitto oggi esistente fra la specie locale e quella che e’ stata introdotta in Umbria diffondendosi dai primi anni del 2000. E’ inoltre prevista la creazione di un protocollo (Early Warning System and Rapid Response) per intercettare, tramite il monitoraggio di alcune aree sensibili, l’espansione oltre il confine regionale dello scoiattolo grigio che, per la conformazione dell’Umbria, ha facilita’ ad insediarsi in tutto il centro Italia.
Animali: un progetto comunitario per salvare lo scoiattolo rosso


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