Bufere di neve e venti di tempesta flagellano l’estremo oriente russo, in meno di 24 ore città sommerse da un metro di neve

Roasavn181Lo sviluppo di un profondissimo ciclone extratropicale, alimentato lungo il suo bordo occidentale da un vasto blocco di aria gelida artico continentale, posizionato a ridosso delle coste dell’estremo oriente russo, con un minimo barico che è sceso sotto i 970 hpa, ha dato origine ad una severissima ondata di maltempo che ha flagellato le coste meridionali dell’estremo oriente russo. Ed in modo particolare il settore orientale della regione di Khabarovsk, dove si sono scatenate vere e proprie tormente di neve, accompagnate da venti gelidi e turbolenti, prevalentemente da NE, N-NE e Nord, che hanno raggiunto l’intensità di tempesta, con picchi di oltre i 120-130 km/h sul mare di Ohotsk. Questa profonda depressione, a carattere freddo, era contraddistinta da un “gradiente barico orizzontale” davvero molto spesso, che ha attivato forti venti di burrasca, prevalentemente da Ovest, O-SO e SO, sul mar del Giappone, mentre autentiche tempeste, da E-NE, NE e NE, con raffiche capaci di lambire anche i 120-130 km/h, hanno sferzato il settore orientale del mare di Ohotsk e le coste orientali della regione di Khabarovsk.

Roasavn242In particolare il tratto costiero piuttosto esposto, fra Cumikano e Tuguro, dove i venti, prevalentemente da NE e N-NE, hanno oltrepassato i 100 km/h. La profonda circolazione depressionaria fredda, che nella mattinata di ieri era ancora posizionata nel settore più meridionale regione di Khabarovsk, è stata alimentata, lungo il suo bordo più occidentale, dallo scivolamento di un vasto blocco di aria gelida, di tipo artico continentale, che dalla Repubblica di Jacuzia si è fiondata verso la regione montuosa di Primorsky, l’area della città di Vladivostok, la Corea del Nord e l’est della Manciuria, con l’avvento di un nucleo molto gelido alla quota di 850 hpa (circa 1200 metri) contraddistinto da isoterme prossime ai -20°C. L’affondo di questo enorme blocco di aria gelida, supportato nella media troposfera da un nocciolo di aria gelida, associata al “lobo siberiano”, scivolato sotto i -40°C a 5100 metri, ha favorito un notevole approfondimento della depressione, la quale già entro il pomeriggio di domani, spostandosi verso lo Stretto dei Tartari, ha presentato un profondo minimo barico al suolo, scivolato sui 970 hpa, nel tratto di mare appena ad est di Sahalin.

Roasavn248Lo scivolamento di questa forte avvezione di aria gelida, fino alla penisola di Corea, è stata determinata dalla comparsa dell’anticiclone termico siberiano, che ha posizionato il proprio baricentro, con massimi al suolo sopra i 1045 hpa (“freddo pellicolare”), nel cuore della Repubblica di Jacuzia, con il proprio bordo orientale disteso verso le coste dell’estremo est della Russia, affacciate al mar di Ohotsk e la penisola di Kamcatka. Questo ulteriore approfondimento della circolazione depressionaria ha determinato un significativo inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, con un formidabile infittimento di isobare proprio fra il settore meridionale del mare di Ohotsk e le coste dell’estremo oriente russo. I massimi del “gradiente barico” si sono distesi tra le regioni di Khabarovsk e di Primorsky, lungo il bordo occidentale della profonda depressione. Difatti, il profondo ciclone extratropicale, con un minimo di 970 hpa posizionato a ridosso dello Stretto dei Tartari, si è contrapposto più ad ovest al robusto anticiclone freddo, di origini termiche, posizionato con massimi di oltre 1045 hpa sulla Repubblica di Jacuzia. Le strette isobare cicloniche della profonda depressione hanno interagito con le isobare ellittiche collegate all’anticiclone termico, attivo nei bassi strati, sulla Jacuzia.

pb-120123-snow-ukraine-ps.photoblog900Vista la vicina contrapposizione fra le opposte figure bariche si è venuta a realizzare una situazione sinottica adatta per la formazione di un profondissimo “gradiente barico orizzontale”, fra mare di Ohotsk e settore meridionale dell’estremo oriente russo. Questo potente “gradiente barico” ha causato una notevole accelerazione dei già intensi e gelidi venti da NE, N-NE e Nord, che dall’altopiano della Siberia orientale sono scivolati molto rapidamente sul mare di Ohotsk, per sferzare le regioni di Khabarovsk e di Primorsky. Data la disposizione dei massimi di “gradiente barico” i venti più forti da NE e N-NE, che hanno raggiunto carattere di tempesta, hanno soffiato sul settore sud-occidentale del mare di Ohotsk, colpendo soprattutto l’isola di Santar e il tratto costiero, fra Cumikano e Tuguro, dove nel corso della giornata di ieri si sono registrare raffiche fino ad oltre i 120-130 km/h. Proprio nell’isola di Santar, la stazione meteorologica di Bol’Soj Santar, ha archiviato una raffica di picco di ben 122.5 km/h da N-NE che ha accompagnato i forti rovesci di neve, i quali hanno lasciato un accumulo di ben 27 cm.

photo-616L’ampia occlusione fredda, associata al profondo ciclone extratropicale in spostamento verso lo Stretto dei Tartari, nelle ultime 36 ore si è localizzata proprio al traverso della regione di Khabarovsk, producendo nevicate diffuse e autentici rovesci nevosi, associati a forti e gelidi venti da N-NE e NE, capaci di toccare picchi di oltre 90-100 km/h. Le nevicate si sono rese piuttosto intense anche grazie all’apporto di aria piuttosto umida, nei medi e bassi strati, dal Pacifico nord-occidentale, richiamata sul bordo settentrionale della profonda depressione dagli intensi venti da Est e E-NE. Una forte nevicata, che ha assunto carattere di “blizzard”, ha colpito proprio la città di Khabarovsk, dove è nevicato in modo molto intenso per ore, con una temperatura di -8°C e una forte ventilazione da N-NE e NE, che ha superato gli 86 km/h. Ma tormente di neve, accompagnate da forti venti da NE e N-NE, hanno investito altre città e località vicine, come Hularin, Gorin, Bogorodskoe e Nikolaevsk-Na-Amure, dove peraltro si sono registrati accumuli molto abbondanti, fino a 80-90 cm di neve fresca in meno di 24 ore.

3559In pratica l’intera parte orientale della regione di Khabarovsk è stata flagellata da vere e proprie tempeste di neve che hanno reso le condizioni meteorologiche davvero proibitive, sommergendo di neve fresca le principali città. Solo a Nikolaevsk-Na-Amure il manto nevoso ha superato i 70 cm, mentre durante la bufera di neve le raffiche da E-NE hanno raggiunto un picco di ben 97.3 km/h. A Gorin l’accumulo di neve ha superato gli 89 cm in meno di 24 ore, mentre le forti raffiche da N-NO hanno lambito i 79 km/h. A Komsomolsk-On-Amur, nonostante i rovesci di neve, il manto nevoso non ha superato i 51 cm, ma nel corso della fase più acuta della tormenta è stata registrata una raffica di picco di ben 104.5 km/h da O-NO. Le tempeste di vento, da NE e N-NE, che hanno spazzato il settore meridionale del mare di Ohotsk hanno sollevato anche un imponente moto ondoso, favorendo la formazione di grandi onde, alte anche più di 6-7 metri, che sono andate a rompersi con grande impeto lungo le coste dell’estremo orientale, ed in modo particolare il tratto nei pressi di Cumikano. Ma venti intensi da O-NO e Ovest, localmente anche piuttosto forti per amplificazioni locali (legate all’orografia), hanno interessato anche la Corea del Nord, e le coste occidentali giapponesi di Hokkaido e Honshù.

Snow_storm_in_Kiev_Ukraine_by_Pedro_Moura_Pinheiro_on_Flickr_CCSu quest’ultime, causa un inspessimento del “gradiente barico orizzontale” prodotto dall’approfondimento del ciclone extratropicale a carattere freddo, si sono generati venti burrascosi, da S-SO e SO, che dalla penisola di Corea, dopo aver attraversato il mar del Giappone, si sono velocemente propagati verso Hokkaido e il settore più settentrionale di Honshù, con raffiche che hanno superato i 60-70 km/h. Intanto, nelle prossime ore, con il lento spostamento del profondo vortice depressionario verso l’isola russa di Sahalin, parte di quel grosso nucleo di aria gelida artico continentale riuscirà a traslare verso l’isola di Hokkaido e il nord di Honshù, dando la stura a rovesci nevosi sulle coste occidentali di Hokkaido. Questo perché l’aria gelida di origini siberiane, dopo aver scavalcato i rilievi del Sihote-Alin, tramite forti e rafficosi venti da Ovest e O-SO, a contatto con la più mite superficie marina del mar del Giappone, si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, instabilizzandosi al proprio interno e determinando la rapida formazione di estesi corpi nuvolosi cumuliformi (cumulonembi in aria fredda) che vanno ad impattare e addossarsi sui rilievi più elevati dell’isola di Hokkaido, determinando fitti rovesci e temporali nevosi sulle coste occidentali di tale isola. Bisogna anche dire che l’aria fredda siberiana, pur umidificandosi, è costretta a transitare sopra un tratto di mare non molto ampio, tanto da raggiungere le coste occidentali nipponiche conservando buona parte delle proprie origine gelide, specie negli strati più alti. Ciò alimenta l’attività convettiva (correnti ascensionali) e la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi che danno la stura ai rovesci nevosi e intensi temporali, fin sulle coste.

winter-fairy-tale-carpathians-ukraine-8In questi casi è rilevante anche la presenza dei rilievi piuttosto elevati sulle aree più interne dell’isola di Honshù e Hokkaido (le Alpi giapponesi) che costringono le masse d’aria fredde, di lontane origini siberiane, a sollevarsi per raffreddarsi e condensarsi, favorendo la genesi di grandi annuvolamenti lungo il versante occidentale, affacciato al mar del Giappone. Per questo le grandi nevicate si concentrano sulla parte occidentale di Hokkaido e di Honshù, mentre le coste orientali rimangono in piena “ombra pluviometrica” con correnti da Ovest o NO.