Calamità naturali: 200 milioni di persone colpite in 10 anni

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GREENPEACE: GIORNATA MONDIALE DELL?AMBIENTE, LE IMMAGINI DELLE CONSEGUENZE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICIUn recente studio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), condotto in collaborazione con l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) ha evidenziato la necessita’ di ulteriori interventi indirizzati ad incrementare la risposta dei governi e delle popolazioni dell’Asia e del Pacifico ai disastri ambientali. Lo riferisce una nota della stessa Fao. Durante il periodo che va dal 2003 al 2013 circa 200 milioni di persone sono state colpite da calamita’ naturali tra cui tsunami, inondazioni e tifoni. Il costo di questi disastri per la regione e’ stato in media di 34 miliardi di dollari ogni anno. Il rappresentante per l’Asia e il pacifico della Fao, Hiroyuki Konuma, ha dichiarato che ” nonostante le popolazioni della regione siano oggi piu’ preparate ad affrontare le calamita’ naturali, ci sono ancora ampie possibilita’ di miglioramento che devono essere GREENPEACE: GIORNATA MONDIALE DELL?AMBIENTE, LE IMMAGINI DELLE CONSEGUENZE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICIperseguite”. Lo tsunami dell’Oceano Indiano del 2004 ha provocato la morte di piu’ di duecento mila persone e ha distrutto i sistemi di produzione dai quali dipendevano 1,4 milioni di sopravvissuti. “Un decennio piu’ tardi il devastante maremoto – ha spiegato Konuma – la Fao esamina le lezioni apprese negli interventi di risanamento dei mezzi di sussistenza agricola e della sicurezza alimentare da parte dei popoli della regione”. Il workshop condotto dall’organizzazione delle Nazioni Unite ha sottolineato che l’aumento della popolazione e la rapidita’ del processo di urbanizzazione accoppiate all’erosione delle risorse naturali e al cambiamento climatico rappresentano un alto rischio per la regione asiatica e del Pacifico. Per questo motivo le raccomandazioni sono quelle di attuare misure di prevenzione ai rischi naturali, combattendo il degrado ambientale e trasferendo conoscenze riguardo la riduzione del rischio alle comunita’ piu’ vulnerabili. Prima che si abbattesse lo tsunami del 2004 i governi delle regioni erano focalizzati solo su attivita’ di assistenza posteriori alla catastrofe ambientale, mentre ad oggi, secondo la Fao, molto e’ stato appreso dagli stessi governi in materia di prevenzione. “L’esempio piu’ recente – ha sottolineato Konuma – e’ il tifone Hagupit che ha colpito le Filippine all’inizio di questo mese, dove il preavviso delle autorita’ agli agricoltori e ai pescatori ha permesso di prendere azioni preventive per arginare i margini della catastrofe”. Altro esempio di azione di prevenzione attuata dai paesi in questione e’ quello della capitale cambogiana Phnom Penh, dove sono state costruite dighe di protezione dalle inondazioni. Inoltre nel 2010, il primo ministro della Repubblica democratica popolare del Laos ha emesso un decreto sulla strategia nazionale sui cambiamenti climatici e nel 2007 in Vietnam e’ stata messa a punto una strategia nazionale per la prevenzione dei disastri naturali.