Cambiamenti climatici: ambientalisti scettici sull’accordo di Lima

Peru Climate Talks“Tutti abbiamo vinto”, ha proclamato il ministro peruviano dell’Ambiente, Manuel Pulgar Vidal, chiudendo ieri notte i lavori della XX Conferenza Onu sul clima. E per il ministro italiano Galletti l’intesa rappresenta ”un importante passo avanti verso Parigi ed e’ un segnale forte che giunge dalla comunita’ internazionale”. Giudizi positivi su cui pero’ non sono d’accordo le associazioni ambientalistiche, per le quali invece l’ intesa e’ ‘debole’. Grazie al pressing di Pulgar Vidal, padrone di casa e presidente della Conferenza, 196 paesi hanno sottoscritto una versione modificata della quarta bozza presentata durante le due settimane di dibattiti, con correzioni aggiunte all’ultimo momento, per evitare che la riunione di LIMA, che avrebbe dovuto concludersi 36 ore prima, si chiudesse con un fallimento.

L’Appello di LIMAper il Cambiamento Climatico –il nome che e’ stato dato all’accordo di 5 pagine approvato ieri- e’ visto come “debole” dagli ambientalisti perche’, invece di risolvere la principali questioni controverse, le ha in qualche modo integrato nel suo testo, lasciando i nodi da risolvere a Parigi. “E’ come se dicessimo che a LIMA si e’ costruita una nave, e’ stata messa in acqua e non e’ affondata. Ma nella navigazione verso Parigi bisognera’ affrontare varie tempeste”, ha riassunto Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam. ”Una pericolosa battuta d’arresto nei negoziati sul clima – secondo Legambiente Italia – Nessun significativo passo in avanti e’ stato fatto con la decisione adottata oggi, rischiando cosi’ di compromettere l’esito della Conferenza di Parigi”. Sul problema del finanziamento necessario per la riduzione delle emissioni e l’adattamento del sistema produttivo, per esempio, all’espressione “responsabilita’ comuni ma differenziate” si e’ aggiunta la frase “tenendo in conto le diverse circostanze nazionali”, e in quanto al fatto che i paesi dovranno informare sui loro piani di azione contro il cambiamento climatico, il testo (in inglese) ha sostituito “shall” per “may” (dovranno per potranno), lasciando la porta aperta a una maggiore flessibilita’.

Peru Climate TalksQueste correzioni hanno permesso di soddisfare le diverse intransigenze che hanno messo a rischio la definizione di un consenso aLIMA: la Cina e’ riuscita ad attenuare la richiesta di “informazione chiara, trasparente e comprensibile” per la quale premevano gli Usa e l’Ue, mentre la menzione delle “diverse circostanze nazionali” e’ vista come una vittoria dai paesi meno sviluppati, che insistono sul fatto che sono le nazioni piu’ ricche che devono pagare il conto per le azioni necessario contro il riscaldamento globale. Questi compromessi sono visti in modo molto critico dalle Ong ambientaliste. Samantha Smith, responsabile per il cambiamento climatico della Wwf, ha detto che “i governi hanno fallito nel loro tentativo di definire un accordo su piani specifici per ridurre le emissioni prima del 2020”, mentre altri sottolineano che anche se si sono raggiunti i 10 miliardi di dollari per il Fondo Verde per il Clima, ma non si sa da dove verranno gli altri 90 miliardi che dovranno essere sborsati nei prossimi 6 anni.