Il ciclone “Xandra” effettua il “landfall” sul litorale romano come sistema sub-tropicale, muovendosi verso la Toscana richiamerà forti venti di bora sull’Adriatico

MeteoWeb

09

La mattinata odierna è stata caratterizzata dal passaggio, lungo le coste laziali, di una spettacolare ma ristretta circolazione depressionaria, a “cuore caldo”, che ha dato la stura a forti rovesci di pioggia e a temporali, anche piuttosto vivaci sul litorale romano (accumuli superiori ai 40 mm). Alla fine, dopo essere passato sopra l’entroterra della Sardegna meridionale nella mattinata di ieri, il ciclone “Xandra”, ributtandosi in mare sul medio Tirreno, si è riorganizzato, riuscendo in seguito ad effettuare il “landfall” nei pressi del litorale romano settentrionale, come una piccola depressione con caratteristiche prevalentemente sub-tropicali. Difatti, “Xandra”, pur non riuscendo a completare la “tropical transition”, ancor prima di raggiungere le coste del Lazio, si presentava sul settore centrale del medio Tirreno come una depressione a mesoscala, molto ristretta, associata ad una circolazione d’aria calda e molto umida, attorno il minimo centrale, che ha supportato una profonda attività convettiva, localizzata principalmente lungo il quadrante nord-occidentale e sud-orientale della struttura vorticosa.

01Questa attività convettiva, non molto organizzata, e localizzata solo sui quadranti settentrionali e orientali del sistema, lo ha reso a tutti gli effetti un sistema “ibrido”, con le classiche caratteristiche sub-tropicali. La circolazione dei venti nei bassi strati descriveva le dinamiche di una depressione a “cuore caldo”, chiusa rispetto l’ambiente circostante, e con una significativa forza centrifuga che ha permesso lo sviluppo di un piccolo occhio centrale, analogo a quello che sovente si riscontra nei sistemi ciclonici tropicali. Ma, come era prevedibile dall’analisi dei valori della vorticità potenziale isoentropica, l’area depressionaria, pur essendo pienamente autonoma e supportata nei bassi strati da una certa quantità di calore latente fornita dalle ancora calde acque superficiali del bacino tirrenico, non è degenerata in un vero e proprio “TLC”, o in un sistema depressionario a tutti gli effetti tropicale. La depressione a mesoscala sul Tirreno non è riuscita ad invorticarsi proprio per l’assenza di un vero “forcing” dinamico in quota, che avrebbe potuto imprimere una immensa forza centrifuga, trasformandolo in un “TLC”, con venti molto forti attorno l’occhio, ben oltre la soglia d’attenzione. I venti più forti si sono localizzati in mare aperto, lungo il quadrante nord e nord-ovest, dove sono attivate correnti da E-NE e NE, con punte fino oltre i 60-65 km/h. Senza una avvezione di vorticità positiva molto elevata non si poteva sviluppare alcun ciclone di tipo tropicale.

04Inoltre, la mancata sovrapposizione di un flusso freddo e molto secco nell’alta troposfera, attraverso l’ingresso del “getto polare”, ha impedito qualsiasi fattore d’innesco per una degenerazione. Eppure, malgrado l’assenza di un significativo “forcing” in quota, “Xandra” è riuscita a mantenere caratteristiche “ibride”, mantenendo lo status sub-tropicale fino all’impatto sulla costa romana, avvenuto nella tarda mattinata odierna. Nelle prossime ore, i resti della piccola depressione sub-tropicale, spostandosi verso il viterbese e la Maremma toscana, cominceranno a colmarsi gradualmente. Ma nonostante l’indebolimento della circolazione ciclonica, il temporaneo infittimento del “gradiente barico orizzontale”, fra l’Italia centrale e l’alto Adriatico, determinerà l’attivazione di un intenso richiamo di venti da NE e E-NE fra il Golfo di Trieste e l’Adriatico più settentrionale, che si “canalizzeranno” all’interno dei principali valichi delle Alpi Dinariche, tramite l’attivazione dei poderosi “deflussi” che originano la bora. Quest’ultima già dal pomeriggio s’intensificherà ulteriormente, spirando a tratti anche forte, con raffiche capaci di toccare i 90-100 km/h su Trieste e sull’Istria. Le folate di Bora, accompagneranno il trabocco di masse d’aria fredde insistenti sopra le pianure danubiane e l’entroterra sloveno, che contribuiranno a far scivolare le temperature su valori prossimi alle medie del periodo. Le impetuose folate di Bora, fra la serata e la giornata di domani, favorendo il trabocco delle masse d’aria molto fredde insistenti sopra le pianure danubiane e l’entroterra sloveno, anche se in quota, al di sopra del “deflusso” della Bora, insistono correnti decisamente più mite, proveniente dai quadranti meridionali.

02Difatti, bisogna ricordare che in genere le isobare che accompagnano la “Bora scura” si dispongono con un orientamento da sud-est a nord-ovest, con una prevalenza di flussi sciroccali in quota, mentre nei bassi strati le raffiche di Bora, a causa dell’orografia, assumono la classica componente da E-NE (da 60°-70°). La convergenza fra i diversi flussi, da E-NE nei bassi strati e più da S-SE e da Sud in quota (nella media troposfera) spesso favorisce l’insorgenza di una estesa e compatta nuvolosità che con i propri nuclei precipitativi risale dai quadranti meridionali, portando abbondanti piogge e nella stagione invernale pure persistenti nevicate a bassissima quota, se non fino alle coste (con fitte nevicate su Trieste) nei casi in cui dalla vicina Slovenia o dalla pianura Danubiana vengono risucchiate delle sacche di aria molto fredda nei bassi strati (cuscino d’aria fredda nei bassi strati isolato da una precedente avvezione fredda sui Balcani). L’afflusso delle raffiche di bora consentirà lo sfondamento, fin sull’alto Adriatico, di una parte di quell’aria molto fredda d’estrazione continentale, pesante e stagnante nei bassi strati, sopra i bassopiano danubiani.

CNMC_LAM_201412031130_ITALIA_IRLI@@@@_@@@@@@@@@@@@_@@@_000_@@@@E’ proprio la differenza di densità con le masse d’aria, più temperate e leggere, preesistenti sul mar Mediterraneo, ad innescare e a rendere ancora più intense le raffiche di caduta, fra la costa slovena, l’Istria ed il golfo di Trieste. Inoltre, la presenza di un “gradiente termico orizzontale” piuttosto intenso, fra Europa centrale e Mediterraneo, esacerberà la ventilazione orientale ancora più intensa, con significative raffiche di caduta sull’area triestina e sul vicino confine sloveno.