Per salvare il Pianeta dalla minaccia dei cambiamenti climatici bisognera’ produrre meno carne e latte, un’attivita’ che inquina quanto il settore dei trasporti. Il tema pero’ e’ il grande assente dai negoziati della conferenza Onu in corso a Lima, come fa notare uno studio del think tank Chatham House. “Nel momento in cui i piani della comunita’ internazionale prendono forma, emerge un vuoto e sfortunatamente e’ significativo” afferma Rob Bailey, autore dello studio, secondo cui “il settore degli allevamenti di bestiame e’ responsabile di quasi il 15% delle emissioni globali, una percentuale simile a quella prodotta da tutte le automobili, camion, aerei, treni e navi nel mondo – eppure brilla per la sua assenza dalle strategie nazionali o internazionali per il taglio delle emissioni“. I cittadini poi ignorano ampiamente il problema, come dimostra un’indagine condotta in Italia e altri 11 Paesi. Il 64% degli intervistati ha identificato nel settore dei trasporti uno dei maggiori responsabili delle emissioni di gas serra, contro appena il 29% nel caso di quello della produzione di carne e latticini. Un quarto del campione sostiene addirittura che questa industria contribuisca poco o nulla ai cambiamenti climatici. Nelle scelte di acquisto, i ‘carnivori’ meno sensibili alla motivazione ambientale sono risultati russi (6%), statunitensi (26%) e polacchi (29%), a differenza di brasiliani (65%), italiani (59%)e sudafricani (57%).
Clima, emissioni degli allevamenti molto inquinanti: “produrre meno carne e latte”


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