Il tasso con cui le emissioni di carbonio hanno surriscaldato il clima della Terra circa 56 milioni di anni fa ricorda il riscaldamento globale moderno e lo fa molto più di quanto ritenuto precedentemente, secondo quanto scoperto dai ricercatori della University of Utah. La ricerca implica che il c.d. Massimo termico del Paleocene-Eocene (PETM) può fornire indizi sul cambiamento climatico moderno. La buona notizia è che la Terra e molte delle sue specie sopravvissero, la cattiva notizia è che ci sono voluti millenni per riprendersi dallo “shock”, quando le temperature si sono alzate da 5 a 8 gradi Celsius.
“La nota positiva è che il mondo è sopravvissuto, non è andato a fuoco, ha un modo tutto suo di auto-correggersi e risistemarsi,” dichiara Gabe Bowen, geochimico autore dello studio pubblicato su Nature Geoscience. “Comunque, in questo caso ci sono voluti circa 200.000 anni perché le cose tornassero alla normalità.“
La ricerca mostra che i livelli atmosferici di carbonio sono tornati alla normalità entro poche migliaia di anni dopo un primo picco, probabilmente perché il carbonio si è dissolto nell’oceano. Mentre ci sono voluti circa 200.000 anni affinché la situazione si normalizzasse dopo il secondo picco. Inoltre, grazie ai risultati, si sono potute escludere o considerare improbabili alcune cause dell’episodio come ad esempio un impatto di asteroide.


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