L’Unione europea ha qualificato come un “passo in avanti”, l’accordo raggiunto a Lima sul clima, pur precisando che avrebbe auspicato un risultato più ambizioso.
I 196 Paesi presenti alla conferenza di Lima sono arrivati ieri mattina a un accordo dell’ultimo minuto che ha fissato la cornice dei futuri impegni sulla riduzione delle emissioni di gas serra, per giungere a un accordo globale al vertice 2015 di Parigi. La Commissione europea ha sottolineato come l’accordo obblighi tutti i Paesi ad individuare nei prossimi mesi “in modo chiaro, trasparente e comprensibile” i propri impegni per ridurre le emissioni.
Miguel Arias Canete, commissario europeo per l’Ambiente e il clima, ha ricordato che l’obiettivo della conferenza di Lima era di porre le basi per i negoziati che si svolgeranno poi nella capitale francese. “Anche se l’Ue aveva sperato in un risultato più ambizioso a Lima, pensiamo di essere sulla strada giusta” per un accordo globale a Parigi.
Il vicepresidente della delegazione del parlamento europeo, Jo Leinen, ha detto che “nonostante qualche progresso a Lima, vi sono ancora numerosi ostacoli sul percorso” verso l’accordo di Parigi. L’Unione europea avrà il compito di “gettare un ponte tra i paesi in via di sviluppo da una parte e i paesi sviluppati dall’altra”, ha sottolineato Leinen. Il documento approvato a Lima non costringe i Paesi industrializzati ad apportare un aiuto finanziario ai Paesi in via di sviluppo per far fronte al riscaldamento climatico, come reclamavano questi ultimi. A ottobre l’Ue aveva fissato i propri obiettivi in materia di lotta al riscaldamento climatico, inclusa una riduzione nel 2030 di almeno il 40% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990. I leader europei si sono messi d’accordo sull’obiettivo del 27% di energie rinnovabili nel 2030 e del 27% di miglioramento nell’efficenza energetica per la stessa data.
Clima, UE: un passo avanti, ma speravamo di più


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