Un drone dentro la tempesta: il futuro della meteorologia

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wall cloud storm (1)I dati raccolti grazie ai droni potrebbero fornire importanti indizi sulle forti tempeste che generalmente si abbattono nell’area occidentale e nel Midwest degli Stati Uniti. I droni infatti possono entrare “dentro” un sistema temporalesco, dove la maggior parte degli strumenti non può arrivare, e possono farlo a costi ridotti e in sicurezza per chi li pilota a distanza.

La University of Colorado e la University of Nebraska hanno annunciato la creazione del Unmanned Aircraft System and Severe Storms Research Group per sviluppare il concetto. Perché usare i droni? Gli scienziati non hanno in realtà altro modo per poter entrare all’interno di una tempesta e questi dispositivi possono raccogliere dati ad altitudini superiori a 760 metri, molto più di quanto possano fare le stazioni a terra o i veicoli di storm-chasing, secondo quando dichiarato da Adam Houston della University of Nebraska-Lincoln. Un drone può volare tra venti forti, pioggia e grandine, senza mettere in pericolo il pilota. E se si schiantassero? Finora, nessun drone si è schiantato a terra durante un temporale, ma è anche vero che se il programma dovesse diventare più praticato, gli incidenti potrebbero diventare più probabili, sostiene Eric Frew della University of Colorado. Che tipi di droni? Si tratta di dispositivi delle dimensioni di circa 1,5 metri, con un’apertura alare di circa 3 metri. Trasportano strumenti per la misurazione di temperatura, umidità, direzione e velocità del vento, e registrano e trasmettono i dati via Wi-Fi. Strumenti inclusi, il costo si aggirerebbe intorno ai 30-50 mila dollari.