Ebola: l’Italia “fa scuola” sul trasporto in alto biocontenimento

L’Italia “fa scuola” sul trasporto in alto biocontenimento dei malati di ebola. L’Aeronautica militare, che si e’ occupata di riportare in patria il connazionale affetto dal virus in una barella speciale, chiamata Ati (Air transport isolator) ha ricevuto diverse richieste internazionali di assistenza sia in ambito formativo sia sui materiali da utilizzare in procedure di questo tipo. “Alcuni paesi hanno chiesto di accedere a quelli che sono i nostri standard di trattamento del paziente per il trasporto in alto biocontenimento, standard certificati”. Lo ha spiegato al VELINO il generale Pasquale Preziosa, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica (Sma), a margine della presentazione di “Volare, 166 giorni con @astro_luca”, il libro dell’astronauta italiano Luca Parmitano sull’omonima missione che lo ha visto a bordo della International space stattion (Iss) in orbita per sei mesi. “Li stiamo trasferendo – ha sottolineato il generale Preziosa attraverso una serie di corsi ed esercitazioni ad hoc che la forza armata sta studiando e che vedra’ la partecipazione di operatori stranieri e nostri istruttori. Al termine del corso, verra’ data ai partecipanti l’abilitazione a trasportare secondo gli standard italiani i malati in alto biocontenimento. Le nostre procedure – ha ricordato il capo di Sma – sono di altissima valenza, precisione e attenzione. Sono state messe a punto attraverso i dieci trasferimenti fatti prima di quello del connazionale malato di ebola, con pazienti che avevano un livello di infezione molto elevato”. “Quindi, l’ultimo trasporto ha solamente usufruito di quanto messo a punto in tempi precedenti – ha ricordato il capo di Sma – con le modifiche aggiuntive legate al tipo e alla pericolosita’ del virus in questo momento”. Per quanto riguarda i materiali, “ci e’ stato chiesto dall’estero dove comprare le barelle per il trasporto aeronautico, le Ati – ha detto Preziosa -. Gli abbiamo indicato la ditta, che e’ italiana ed e’ l’unica al mondo a produrle”. La forza armata, comunque, e’ pronta a intervenire a sostegno di altri paesi non solo con la formazione ma anche fornendo supporto diretto. “Tutti gli altri paesi – ha concluso il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica -, sanno della disponibilita’ italiana al trasporto; possono, attraverso la presidenza del Consiglio, richiedere cosi’ come stabilito dalle normative in vigore il trasporto sanitario d’urgenza in questi casi. Anche in alto biocontenimento”.