Ebola: nuovo trattamento sperimentale per il medico italiano

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ebola medico italianoRestano sotto stretto monitoraggio le condizioni del medico italiano di Emergency che ha contratto il virus Ebola. “Nella serata di ieri c’e’ stato un peggioramento delle condizioni generali; tuttavia nella nottata e stamattina il quadro clinico seppur grave, e’ tornato sovrapponibile a quello della giornata di ieri”, riferisce il ministero della Salute. “Il paziente sta per iniziare un ulteriore trattamento con un farmaco sperimentale appena arrivato dall’estero. Anche questo farmaco e’ stato ottenuto grazie ad una catena di supporto (in Italia dal ministero della salute, inclusa la rete degli USMAF) e di solidarieta’ istituzionale con l’aiuto del coordinamento internazionale per la gestione dell’Ebola dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’. La prognosi rimane riservata”. Nel frattempo la Farnesina ha firmato con lo Spallanzani, struttura in cui e’ ricoverato il medico italiano, una convenzione per la realizzazione di un intervento d’emergenza in Sierra ebola medico italiano8Leone. “La convenzione di oggi e’ frutto di una collaborazione di lunga durata fra la Cooperazione italiana e l’Istituto Spallanzani, nell’ambito della quale un mese fa abbiamo inviato in Sierra Leone un medico dell’Istituto e stiamo per inviare quattro specialisti di laboratorio a Freetown”. Lo ha spiegato il direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina, Gimpaolo Cantini, che ha apposto la firma insieme con il Commissario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, Valerio Fabio Alberti. Il finanziamento, pari a 250 mila euro, permettera’ allo Spallanzani di fornire assistenza tecnica al ministero della Sanita’ del paese africano e supporto tecnico alle unita’ di isolamento speciale e agli interventi delle Ong italiane in loco. A questo proposito, sono previste attivita’ di formazione del personale sanitario locale e azioni per l’ampliamento e il miglioramento dei servizi epidemiologici e di laboratorio. Saranno inoltre realizzati interventi di profilassi propedeutici ad eventuali operazioni di evacuazione medica per il personale contagiato. “Gli interventi della Dgcs – ha aggiunto il diplomatico -, si stanno ora focalizzando in particolare sulla Sierra Leone. E’ un Paese molto fragile, uscito da poco da un conflitto, e alcune strutture sanitarie sono abbandonate e il personale ebola medico italiano6sanitario e’ stato colpito da vari decessi. Di conseguenza, le malattie ordinarie non vengono trattate o vengono trattate solo parzialmente”. La Cooperazione italiana, peraltro, a novembre ha gia’ pubblicato un bando per un’iniziativa di emergenza nel paese da realizzarsi in concorso con le Ong e, come ha ricordato Cantini, nei si appresta a lanciarne un secondo “entro la fine della settimana”. “La convenzione di oggi “ha una valenza strategica che sancisce la collaborazione di lunga durata con la Cooperazione italiana – ha aggiunto Alberti e che consente allo Spallanzani di inserirsi e avere un ruolo attivo nelle attivita’ di cooperazione internazionale” per il contrasto dell’epidemia di Ebola. “Questa cooperazione e’ strategica – ha sottolineato il commissario dell’Istituto -; non solo per gli interventi nei Paesi colpiti dal virus, ma anche per la moltiplicazione delle capacita’ e delle conoscenze nell’affrontare questa patologia. La Cooperazione italiana – ha ricordato Alberti – sta gia’ finanziando l’invio in Sierra Leone di un team di quattro biologi dello Spallanzani che opereranno, gia’ a partire dai prossimi giorni, presso il nuovo centro di trattamento di Emergency a Goderich, vicino a Freetown. Grazie al sostegno del Maeci, opera da un mese nel Paese come Capo progetto anche un medico infettivologo dell’Istituto”. L’Italia, tramite la Farnesina, e’ stata tra i primi paesi a intervenire per l’emergenza Ebola ed e’ oggi uno dei maggiori contributori. A oggi la Dgcs ha impegnato 7,7 milioni di euro per realizzare progetti a forte impatto sociale nei settori del trattamento dei malati, della diagnostica, dell’educazione al rischio, della sicurezza alimentare e della prevenzione. Le iniziative finanziate hanno un duplice obiettivo: da una parte fornire supporto alle Ong italiane impegnate sul terreno; dall’altra, sostenere l’azione delle Agenzie delle Nazioni Unite e della Croce e Mezzaluna Rossa internazionale, in particolare in Sierra Leone. Il nostro paese e’ impegnato anche sul fronte politico. In qualita’ di presidente di turno dell’Unione europea, si sta lavorando per favorire una risposta Ue coordinata ed efficace e a sostenere l’azione dell’Inviato speciale europeo per la lotta al virus, il commissario per gli Aiuti Umanitari, Christos Stylianides.