Fukushima: l’onda radioattiva ha raggiunto le coste del Nord America

FukushimaL’onda radioattiva’ liberata dall’incidente avvenuto nel 2011 nella centrale di Fukushima e’ stata ‘inseguita’ fino alle coste nordamericane del Pacifico ed i valori riscontrati nelle acque non costituiscono un pericolo per la salute umana ne’ per l’ambiente. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) dal gruppo coordinato da John Norton Smith, delll’Istituto canadese Bedford per la ricerca in Oceanografia, pesca e oceani. E’ la prima volta che vengono ‘inseguito’ attraverso l’oceano Pacifico, fino al Nord America, i materiali radioattivi rilasciati nell’acqua dall’incidente avvenuto nel 2011 nella centrale nucleare giapponese di Fukushima, causato dal terremoto e dallo tsunami. In particolare sono stati monitorati il cesio radioattivo 134 e il cesio 137 analizzando campioni d’acqua prelevati fino a 1.000 metri di profondita’ nell’Oceano Pacifico del Nord tra il giugno 2011 e il febbraio 2014. I primi segnali dell’innalzamento dei livelli di radioattivita’ sono stati individuati nel giugno 2012, a 1.500 chilometri al largo del Canada, ma livelli analoghi sono stati riscontrati lungo le coste solo nel giugno 2013. I modelli della circolazione oceanica suggeriscono che le concentrazioni di cesio 137 lungo la costa nordamericana del Pacifico potrebbero raggiungere il picco fra il 2015 e il 2016. Le quantita’ di questo materiale radioattivo, secondo gli autori, potrebbero diventare simili a quelle rilevate degli anni ’80 e non rappresenterebbero una minaccia per la salute umana o per l’ambiente. Il confronto con i precedenti livelli di radioattivita’ nell’Oceano Pacifico sono possibili perche’ le concentrazioni di cesio sono state costantemente controllate a partire dai test nucleari condotti negli anni ’60.