Geologi: “Incredibile ma vero, in Emilia–Romagna chiusi tutti i Dipartimenti di Scienze della Terra”

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parma“In Italia abbiamo vissuto un ventennio di distruzione   non solo del territorio ma di distruzione morale . Oggi la situazione è grave. La maggior parte dei dipartimenti per la difesa del suolo e delle coste, comunali, provinciali e persino regionali, così come quelli per la sostenibilità ambientale, sono quasi sempre appannaggio di professionalità che poco o nulla hanno a che fare con la formazione culturale derivante dalle complesse discipline delle Scienze della Terra”. Lo ha affermato Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi  alla vigilia della sua visita in Emilia – Romagna a due mesi dall’alluvione di Parma. Eppure ancora oggi si continua a voler affermare, anche sotto il profilo normativo, standard di progettazione che estremizzano l’approccio ingegneristico, senza pensare di inserire compiutamente l’opera nel suo contesto fisico e senza valutarne le interazioni. E sappiamo che la maggior parte delle criticità rilevate nella costruzione delle grandi opere, ma anche in quelle medie e piccole deriva da una modellazione geologica ora errata, ora scadente, ora persino assente”.

parma“L’Unità di Missione Italiasicura, istituita dal Governo – ha concluso Graziano – può rappresentare un cambio di passo rispetto al passato, con un coinvolgimento finalmente attivo dei geologi.  Attualmente i progetti di messa in sicurezza sono ancora pochi ma in questa fase non è alla quantità che dobbiamo guardare ma ciò di cui dobbiamo essere certi è che questi interventi abbiano luogo, che siano davvero utili e soprattutto che si inseriscano in uno scenario globale di messa in sicurezza del territorio”.

Cesari: “Oggi i geologi in Emilia – Romagna chiedono la delocalizzazione degli insediamenti abitativi che sono nelle aree a rischio idrogeologico”.

“Quello che è successo a Parma e nei comuni dell’entroterra montano – ha dichiarato Gabriele Cesari, Presidente Ordine Geologi Emilia – Romagna –  ci spinge a chiedere con forza di rivedere il modello di sviluppo del passato che qui ha mostrato le sue conseguenze peggiori. Non solo stop immediato al consumo di suolo, ma coraggio e determinazione nella riqualificazione del territorio e del patrimonio esistente. Occorre incentivare concretamente la delocalizzazione di strutture ed infrastrutture che insistono in zone ad elevato rischio idrogeologico e favorire un riequilibrio della distribuzione degli insediamenti tra città e territori montani, rimediando alle scelte del passato. Se questo processo di nuova programmazione territoriale avviene con la partecipazione della popolazione si favorisce anche una conoscenza del territorio e dei suoi rischi che oggi manca.

parma00Benissimo i primi fondi annunciati e stanziati dalla Regione per gli interventi di prevenzione, purché non si perseguano solo grandi opere pubbliche a discapito dei piccoli interventi dislocati e maggiormente adeguati al contesto del territorio. Ma non tutto può essere fatto dagli Enti Pubblici. Per esempio, va recuperata e incentivata la funzione di presidio del territorio degli agricoltori tramite tecniche di coltivazione più sostenibili, coordinate dagli Enti competenti e dai Consorzi di Bonifica. In questo senso è centrale il ruolo dei geologi, sia liberi professionisti che funzionari degli Enti.”

A due mesi  dall’alluvione di Parma conferenza dei geologi domani alle ore 9 e 30 a Parma presso l’Auditorium Palazzo del Governatore – Piazza Garibaldi 11.

Interverranno: Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi e membro dell’Unità di Missione Italiasicura istituita dal Governo, Gabriele Cesari, Presidente Geologi Emilia – Romagna, Michele Alinovi, Gabriele Folli, Assessorato all’Urbanistica e ambiente Comune di Parma, Andrea Censi, Consigliere delegato alla Pianificazione Territoriale della Provincia di Parma, Amilcare Bodria, Giuseppe Del Sante (Sindaco Comune di Tizzano, Sindaco Comune di Corniglio), Paola Gazzolo (Commissario interventi di mitigazione rischio idrogeologico in Emilia-Romagna),  Monica Guida, Claudio Malaguti (Responsabile Servizio Difesa del Suolo e Responsabile Servizio Tecnico dei Bacini degli affluenti del Po, Regione Emilia-Romagna), Cinzia Merli (Dirigente Autorità di Bacino del fiume Po), Luigi Spinazzi, Meuccio Berselli (Presidente e Direttore del Consorzio della Bonifica Parmense), Prof. Alessandro Chelli (Dip.to di Fisica e Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Parma).

Alle ore 10 e 30 le immagini del dissesto di Parma e territorio appenninico con frane ed alluvioni, a cura di: geol. Giovanni Truffelli, ing. Massimo Valente, geol. Antonio Di Lauro