Un Medicane mancato: il ciclone Xandra non ha mantenuto le previsioni della vigilia e una volta raggiunta l’Italia, pur provocando fenomeni di maltempo anche intenso, non si è trasformato in ciclone dalle caratteristiche tropicali come invece era accaduto poco più di venti giorni fa tra Malta e la Sicilia. Ieri tra Sardegna e Lazio le raffiche di vento più forti hanno appena sfiorato gli 80km/h, i fenomeni eolici più significativi sono stati invece al nord/est dove per tre giorni proprio a causa della circolazione ciclonica alimentata da “Xandra” la bora a Trieste ha superato i 100km/h.
La tempesta ha cambiato traiettoria rispetto alle previsioni: ha risparmiato la Sardegna nord/orientale, la Corsica e il nord/ovest dirigendosi invece sul Tirreno dopo aver colpito la Sardegna meridionale nella giornata di martedì 2. Ieri, mercoledì 3, ha raggiunto l’Italia peninsulare e ha risalito Lazio, Toscana, Umbria, Romagna e nord/est, provocando piogge torrenziali in Romagna con danni e disagi, e forte maltempo nella scorsa notte anche in Friuli Venezia Giulia con abbondanti nevicate fino a bassa quota.
Dopotutto che “Xandra” stesse cambiando traiettoria s’era già capito, in base agli aggiornamenti dei modelli, da lunedì sera. Una tempesta molto vasta che dall’oceano Atlantico ha attraversato lo Stretto di Gibilterra e ha poi colpito le isole Baleari, la Sardegna e il centro/nord dell’Italia peninsulare. Un vero e proprio sistema di tipo “Warm Seclusion”:


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?