Incendio su traghetto: “Scene di panico, uomini picchiavano donne”

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traghetto“Ho assistito a scene drammatiche, di vero panico, e per ore e ore non si vedeva la fine dell’incubo, soprattutto quanto e’ calato il buio e gli elicotteri tardavano a tornare”. Il soprano greco Dimitra Theodossiou, scampato il pericolo dopo essere stata trasportata sulla terra ferma dall’inferno della Norman Atlantic, sembra aver raccolto una forza insperata per raccontare le ore trascorse da prigioniera sulla nave avvolta da fumo nero e fiamme. Parla al telefono con voce ferma, mentre da Lecce sta raggiungendo in auto Rimini. Vuole tornare in teatro, dove spera di cantare nel Nabucco, al teatro di Rimini, come prevedeva il calendario dei suoi impegni prima del dannato imbarco. “E’ stato allucinante – ricorda la cantante lirica, ancora provata – perche’ i militari portavano prima i bambini, le donne e gli anziani al livello dove potevano salire sull’elicottero, ma c’erano almeno una cinquantina di uomini, soprattutto turchi, iracheni e pachistani, che li picchiavano, tiravano loro i capelli e li buttavano fuori per prendere il loro posto. Anch’io sono stata picchiata e trascinata, hanno tentato di tirarmi giu’ dalle scale, ma ho reagito con forza. Ho detto: tocca a noi!”. Due i momenti piu’ difficili in cui Dimitra Theodossiou ha avuto piu’ paura: “La prima volta al mattino presto, alle cinque, quando ho visto il fuoco e ho sentito degli scoppi; la seconda volta alle dieci di sera, nel momento in cui ho temuto di non essere salvata. Dalle otto non arrivavano piu’ elicotteri, ed ero tutta ghiacciata. Ma poi, alla fine, ci hanno portato via e ci hanno ricoverato all’ospedale di Scorrano”. Nel nosocomio leccese, Dimitra ha trascorso la notte della salvezza ed e’ stata sottoposta a dei controlli prima di essere dimessa in mattinata e poter raggiungere la casa di amici. “Io che mi raffreddo subito alla prima corrente d’aria, sono riuscita a sopravvivere senza troppe conseguenze a una lotta di 18 ore contro il gelo e il freddo pungente”, scherza ora il soprano greco che aggiunge: “E’ la forza inaspettata che esce fuori in momenti come questo!”. La cantante, aveva raccontato ieri il suo collaboratore Augusto Lombardini nelle ore di apprensione per la sua sorte, prendeva raramente il traghetto, quella era la seconda volta, ma aveva deciso di utilizzare la nave per portare auto e bagagli per le date in Italia. “Ora e’ finito l’incubo, sto andando a Rimini, intendo mantenere i miei impegni se sara’ possibile. Ci devo provare. Domani saro’ in teatro”, racconta ancora Dimitra. La recita del Nabucco e’ in programma per il primo e il tre gennaio, ma ora il soprano dovra’ verificare con le prove se davvero, come pensa e spera, le ore passate al freddo sul ponte del Norman Atlantic non hanno avuto conseguenze sulla sua voce.