Influenza: 120.000 col virus a Natale, rischio mutazione

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INFLUENZA 2Finora si è fatta attendere, complice un inizio inverno dalle temperature non proprio rigide. Ma con la colonnina di mercurio in discesa e il freddo e la neve in arrivo, l’influenza si farà viva, assicurano gli esperti. Le previsioni? Potrebbero arrivare a quota “100-120 mila” gli italiani che passeranno un Natale con il virus, annuncia all’Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano. E il rischio è che sotto l’albero trovino la mutazione di uno dei ceppi virali che anima la stagione influenzale, l’A/H3N2. Una possibilità adombrata dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) in un report pubblicato nei giorni scorsi. Secondo gli specialisti, infatti, è probabile che questo virus vada incontro a una deriva antigenica, rispetto al ceppo incluso nel vaccino. La conseguenza è che l’iniezione scudo “risulterebbe in questo caso leggermente meno efficace e si potrebbero verificare più casi gravi”, spiega l’infettivologo. “Ma è importante che le persone si vaccinino comunque – tiene a ribadire – perché la protezione è anche per gli altri virus circolanti. Al momento non abbiamo ancora osservato in Europa la mutazione dell’A/H3N2, ma ci aspettiamo che arrivi. E per valutarne l’eventuale impatto dovremo capire in che quota contribuirà all’andamento complessivo della stagione”, precisa. Quello che invece appare certo è che non sarà un Natale ‘influenza free’. “E saranno viaggi e visite a parenti e amici, e ancora di più gli abbracci e i baci sotto il vischio, a fare da motore per una stagione non ancora entrata nel vivo. Sono un mix perfetto, insieme al freddo, per dare il benvenuto all’influenza”. Siamo infatti ancora nella fase di inizio. Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile diffuso dalla rete Influnet-Iss, che con i 740 medici sentinella monitora l’andamento delle sindromi influenzali, nella settimana fra l’8 e il 14 dicembre l’incidenza totale nel Belpaese era di 1,60 casi per mille assistiti, con circa 97 mila italiani sotto le coperte alle prese con febbre e naso che cola. L’attività dei virus è ai livelli di base, precisano gli esperti, e dall’inizio della sorveglianza si stima ci siano stati circa 489 mila casi. Il probabile innalzamento del numero di malati durante le feste “lo vedremo nelle 2 o 3 settimane successive”, sottolinea Pregliasco. Ma per il picco “dovremo aspettare almeno febbraio, magari con un po’ più di ritardo rispetto agli altri anni per via del clima mite iniziale di questa stagione invernale”, conclude.